Toto ritorna su Alitalia: «insieme ad Air One per competere con i big»

Alessandro Biancardi

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L'INTERVISTA. In una intervista al settimanale L'Espresso, in edicola da oggi, l'imprenditore teatino annuncia di avere ancora a cuore la questione della compagnia di bandiera. «Ma dobbiamo fare in fretta perché più passa il tempo più Alitalia diventa una sposa meno appetibile»





L'INTERVISTA. In una intervista al settimanale L'Espresso, in edicola da oggi, l'imprenditore teatino annuncia di avere ancora a cuore la questione della compagnia di bandiera. «Ma dobbiamo fare in fretta perché più passa il tempo più Alitalia diventa una sposa meno appetibile»



«L'Italia non può rinunciare ad avere la sua compagnia di bandiera, nessuna ritirata dall'aeroporto di Malpensa ma anzi, rilancio sulle rotte intercontinentali». In un'intervista all' Espresso, in edicola domani, il patron di Air One, Carlo Toto, riconferma le proprie mire sull'Alitalia («abbiamo rinnovato a Prato il nostro interesse» dice) e sui vantaggi del matrimonio tra le due compagnie, in grado di fare insieme «una massa critica paragonabile a quella dei primi tre vettori europei».
Dopo il primo interessamento dell'imprenditore teatino negli scorsi mesi, arrivò poi la ritirata perché l'operazione non era stata giudicata conveniente. Ma adesso pare che Toto abbia nuovamente cambiato idea.
«Quasi tutti i grandi Paesi europei hanno difeso con tenacia il mantenimento della propria compagnia di bandiera. Perderla vorrebbe dire rinunciare a un investitore di lungo termine che assicuri una rete di voli diretti, badando alle politiche di sviluppo del Paese».
Tuttavia, precisa l'imprenditore abruzzese, italianità non vuol dire protezionismo o «mera salvaguardia del tricolore, bensì collegare in modo efficiente l'Italia a tutto il mondo. Un progetto nazionale consente di conservare nel Paese il controllo strategico e gestionale, e con esso migliaia di posti di lavoro. Non dobbiamo ridurci a bacino di prelievo per le compagnie estere. Inoltre con Air One è assicurato il mantenimento dei diritti di traffico internazionali».
Riguardo al piano industriale approvato da Alitalia, «il presidente Prato è una persona di grande esperienza. Il piano che ha dovuto presentare - sottolinea Toto - è di sopravvivenza, finché non verrà definita la nuova proprietà. Ma il rilancio di Alitalia richiede un orizzonte temporale più lungo. Il nostro piano di sviluppo prevede una crescita delle rotte nazionali e internazionali del 14% in 5 anni».
La priorità su cui intervenire sono le rotte intercontinentali, puntualizza Toto che prevede una crescita del 50% delle destinazioni, in Oriente e nelle Americhe. Con l'opzione Air One inoltre, sarà possibile mantenere «sia Fiumicino che Malpensa, dando un chiaro ruolo a ciascun aeroporto. Vogliamo mantenere le attuali attività di lungo raggio da Malpensa. La maggior parte dei problemi di questo scalo è legata a fattori che non dipendono dalle compagnie aeree».
Occorre però fare in fretta, avverte il patron di Air One, «ogni giorno che passa la situazione diventa più critica e Alitalia una sposa meno appetibile».

07/09/2007 9.41