Acqua e veleni. Wwf:«Il Tar ha accolto le nostre tesi, ora chiudete i pozzi»

Alessandro Biancardi

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Acqua e veleni. Wwf:«Il Tar ha accolto le nostre tesi, ora chiudete i pozzi»
PESCARA. Stamattina il Tar di Pescara ha accolto le ragioni del Commissario Goio, difeso dall’avvocatura distrettuale dello Stato, e del Wwf sulla questione della riapertura dei Pozzi S. Angelo a Castiglione a Casauria. Viene sancita dunque la decadenza del precedente decreto del presidente del Tar di Pescara che ai primi di agosto aveva reso possibile la riapertura del pozzo n.3 del campo pozzi S. Angelo nonostante il decreto di chiusura del Commissario Goio. CHE COSA E' SUCCESSO: IL DOSSIER CON I DOCUMENTI
«Gli avvocati del Commissario e del Wwf», spiega il responsabile Wwf Augusto De Sanctis, «avevano presentato un'eccezione secondo la quale doveva essere il Tar del Lazio ad esprimersi fin dall'inizio sul ricorso dell'ATO e dell'ACA. Gli avvocati di questi ultimi due enti, invece, avrebbero voluto che il decreto del Presidente del TAR di Pescara continuasse ad avere efficacia fino alla decisione del TAR del Lazio. In questo modo sarebbe rimasto aperto il pozzo n.3».
Il Tar questa mattina ha accolto, invece, l'eccezione d'incompetenza.
Decadrebbe, così, l'efficacia del decreto del Presidente del TAR di riapertura del pozzo n.3 che, quindi, dovrà essere chiuso.
«Inoltre, a parte la decisione del TAR, poiché è entrato in funzione anche il secondo pozzo di Bussi», spiega ancora il Wwf, «viene a decadere anche l'ordinanza del presidente dell'ATO D'Ambrosio del 22 agosto scorso con la quale aveva riaperto altri due pozzi, il n.4 e il n.6. Infatti, anche se a nostro parere tale atto è stato e continua ad essere del tutto illegittimo, l'ordinanza prevedeva la riapertura dei due pozzi di Castiglione per il solo periodo necessario ad attivare i nuovi pozzi di Bussi».
Il Wwf ha inviato qualche minuto fa una diffida all'ACA con cui si chiede l'immediata chiusura di tutti i pozzi S. Angelo.
«Le nostre tesi sono state accolte e ora i pozzi devono essere chiusi», ha commentato l'avvocato Fabio De Massis, vicepresidente regionale del Wwf, «è un primo passo per avere chiarezza che c'incoraggia nella lotta giudiziaria che condurremo per ottenere giustizia su quanto accaduto. A nostro parere il castello di atti costruito in questi anni dagli enti su questa vicenda è del tutto privo di solide basi. Con la nostra campagna siamo riusciti a svelare la reale situazione d'inquinamento dei pozzi Sant'Angelo che gli enti conoscevano dal 2004 ma che si sono ben guardati dal comunicare ai cittadini e agli utenti. Abbiamo ulteriori documenti estremamente gravi sulla vicenda che stiamo studiando e che presenteremo tra breve, con i quali contiamo di dimostrare una volta per tutte la gravità di questa storia sia a livello nazionale che a livello comunitario».


Il Presidente dell'Aca di Pescara, Bruno Catena, ha smentito quanto asserito dal Wwf.
«Il pozzo - ha chiarito Catena all'agenzia Ansa- è stato chiuso oggi dall'Ato e dall'Aca contemporaneamente all'apertura del secondo pozzo di Bussi. Il Tar Pescara non si è pronunciato affatto nel merito della questione, ma ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo e la trasmissione degli atti al Tar del Lazio, senza adottare alcun altro provvedimento».


06/09/2007 16.43