Chiesto il rinvio a giudizio per ex sindaco Tempesta, assessori e dirigenti

Alessandro Biancardi

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LA FINANZA SEQUESTRA GLI ATTI DELLA NOMINA A DIRETTORE GENERALE DI RODOLFO GIACCO
L'AQUILA. Chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco dell'Aquila Biagio Tempesta (Forza Italia) e sette collaboratori, tra ex assessori e dirigenti comunali. L'accusa, come riporta quest'oggi il Messaggero, per cui tutti e otto dovranno comparire davanti al Gup il prossimo 28 novembre, è abuso d'ufficio.
La vicenda contestata risale al settembre del 2002 quando, secondo l'accusa del procuratore capo Alfredo Rossini, la vecchia giunta avrebbe approvato una delibera con la quale si assegnava alla commerciante Maria Antonietta Leonardis un terreno di Fonte Cerreto di proprietà del centro turistico Gran Sasso da un anno.
Tre componenti della giunta, inoltre, avrebbero concesso sempre alla stessa persona una sanatoria edilizia per presunti abusi edilizi (vicenda del gennaio 2003) in località Assergi- Fonte Cerreto.
Quest'ultima sarebbe stata concessa da due dirigenti comunali che avrebbero di fatto agito procurando un danno al Comune e un favore alla donna che di fatto non era proprietaria del terreno.
La ex giunta Tempesta si trova così a quattro mesi dalla sconfessione elettorale a fare i conti con questa grana giudiziaria. Oltre al primo cittadino le indagini appena concluse hanno coinvolto gli ex componenti della giunta Vito Bergamotto, Francesco Bonanni, Fabrizio Fiore, Ernesto Placidi, Italo Pacitti.
Toccati dall'inchiesta anche due dirigenti comunale: Lucio Nardis e Gianfranco Scirri.

06/09/2007 10.51

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LA FINANZA SEQUESTRA GLI ATTI DELLA NOMINA A DIRETTORE GENERALE DI RODOLFO GIACCO

L'AQUILA. Sarebbe stata aperta una inchiesta in qualche modo attinente alla nomina di Rodolfo Giacco, nell'era Tempesta, a direttore generale del Comune. La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi dal consigliere comunale dello Sdi, Vincenzo Rivera, che si era recato a Palazzo di Città alla ricerca di alcuni documenti.
«Ero andato a procurarmi il curriculum dell'ingegner Giacco», racconta Rivera, «e ho appreso che lo stesso curriculum, insieme al verbale di deliberazione della Giunta comunale n.696/99 avente ad oggetto la nomina dell'ingegnere alla direzione generale, è stato acquisito dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza il 4 luglio 2007 e dal reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri in data 23 luglio 2007».
Una doccia fredda. Ma la ricerca è continuata così come sono continuate le scoperte.
«Mi sono poi recato al Consorzio per lo sviluppo industriale dell'Aquila dove l'ingegner Giacco era stato paracadutato in seguito al siluramento comunale. Qui ho appreso che con deliberazione n.169 del 26/7/2006 il Consorzio aveva avviato un procedimento in autotutela richiedendo all'ingegner Giacco la certificazione dei titoli prodotti per l'assunzione dell'incarico di direttore. Con successiva deliberazione n.216 del 25/10/2006 il consiglio di amministrazione del Consorzio, nel prendere atto di quanto presentato dall'ingegnere, ha provveduto al suo licenziamento in tronco per aver dichiarato il possesso di titoli ritenuti inidonei».
Se la notizia venisse confermata si tratterebbe di un'altra inchiesta in corso sull'operato della vecchia guardia a Palazzo di città.

06/09/2007 15.21