Avvicendamento di padre Narcisi, i cittadini: «deve restare con noi»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Trasferimento in vista per padre Claudio Narcisi, padre minore francescano della chiesa della Madonna delle Grazie. E i fedeli organizzano un sit in di protesta per farlo restare.
E' sempre più frequente ormai che con l'avvicendamento di un parroco cresca di pari passo la ribellione dei fedeli. Il distacco di un prelato è sempre più difficile da digerire e ci si appella addirittura al Vescovo e alle istituzioni cittadine per chiedere un ripensamento.
Adesso sta accadendo Teramo. Padre Narcisi il 10 settembre lascerà la città e verrà trasferito a L'Aquila dopo oltre trenta anni di permanenza tra centinaia di cittadini che hanno imparato a conoscerlo e amarlo.
«Per noi e per tutta la città», commenta l'associazione Teramo Vivi Città è una grande perdita. Lui non è solo un Padre Francescano ma una vera risorsa spirituale e culturale, un grande punto di riferimento per tutti, per i giovani e meno giovani che da sempre in Padre Claudio hanno trovato un amico sincero sempre disponibile con tutti».
Tra le tante cose, è suo il merito di aver riportato delle opere in città oltre al costituendo Polo Museale e oggi i teramani non lo dimenticano.
E la tristezza di questi giorni ha mosso a tal punto gli animi che l'associazione ha mandato un invito al Vescovo, al sindaco di Teramo e a tutti gli amministratori, «a mobilitarsi per far si che la Chiesa torni sulla sua decisione e lasci Padre Claudio in città».
«Se sarà necessario», ha dichiarato Marcello Olivieri presidente dell'associazione, «organizzerò un sit-in di civile protesta per far si che Padre Claudio resti, non possiamo permetterci che vada via, per la città e per i fedeli sarebbe una perdita insostituibile».
Qualche mese fa anche i cittadini di San Buono, provincia di Chieti, si erano mobilitati per l'avvicendamento del loro parroco Padre Benedetto. I fedeli avevano organizzato un vero e proprio rapimento e riportato il prelato al suo posto.


06/09/2007 10.11