Giustizia: «L'Aquila non avrà la direzione regionale»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'Aquila non sarà sede della Direzione regionale del Ministero di Grazia e Giustizia: dall'elenco predisposto, infatti, sono state cancellate due delle 16 sedi inizialmente previste: il capoluogo abruzzese e Trento. A comunicarlo il sito dell'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua). Il sindaco Massimo Cialente richiede un incontro «urgente» con il ministro Mastella.
Il nuovo elenco delle direzioni regionali, previsto dalla riforma Castelli e non toccate dalla riforma Mastella dell'ordinamento giudiziario - si spiega nel sito dell'Oua- è contenuto nella bozza di regolamento che il Ministero sta mettendo a punto sia per disciplinare il decentramento sia per adeguarsi alle richieste della Finanziaria 2007.
Quest'utlima ha imposto alle amministrazioni centrali alcuni interventi di «razionalizzazione delle spese», come il taglio dei posti dirigenziali.
Secondo l'Oua, il Ministero avrebbe preferito individuare parte dei posti da dirigenti da tagliare tra quelli ancora non coperti, anche se la Ragioneria Generale dello Stato ha trovato inopportuna la scelta perché «l'intervento incide esclusivamente sulla struttura decentrata, peraltro non ancora attivata».
Ma il sindaco Massimo Cialente non ha accolto bene la notizia e ha chiesto un incontro «urgente», con il ministro Mastella.
«Sono in attesa della convocazione dell'incontro», annuncia il primo cittadino. «Sono perfettamente consapevole del fatto che la Finanziaria imponga una razionalizzazione delle spese. Ma sono altrettanto persuaso dell'inopportunità del provvedimento che escluderebbe non solo L'Aquila, sede della Corte d'Appello, ma anche l'intero Abruzzo da questa operazione di decentramento di alcune competenze del ministero di Grazia e Giustizia, con contestuale creazione delle direzioni generali regionali».
Cialente ha posto l'attenzione sulla «posizione geografica strategica, che le consentirebbe di continuare ad essere, in tema di giustizia, la sede ideale anche per tutta la regione».
La bocciatura «comporterebbe notevoli disagi», prevede Cialente, «soprattutto per il fatto che in Abruzzo e all'Aquila la realtà forense è ormai consolidata e può vantare la presenza di professionisti di altissimo livello. A ciò va aggiunto che il capoluogo ha sempre avuto magistrati e altri operatori della giustizia di altissimo spessore, tale da renderlo uno dei centri di più elevata e forte tradizione in questo settore».
Cialente ha inoltre sottolineato che «la presenza anche qui di una sede decentrata del ministero della Giustizia non potrà che apportare benefici anche allo stesso Governo centrale».

05/09/2007 9.03