Il concorso.«Circolava il nome della vincitrice». Il Comune:«Tutto regolare»

Alessandro Biancardi

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FOSSACESIA. E' sempre la stessa storia. Ai concorsi pubblici si va rassegnati, «tanto già si sa chi deve vincere…». Ma questa volta PrimaDaNoi.it ci aveva visto giusto e grazie alla segnalazione di un lettore avevamo indicato il vincitore un mese prima dei risultati. COMUNE DI FOSSACESIA: «IL CONCORSO È STATO REGOLARE. NESSUNA ARTE DIVINATORIA»

FOSSACESIA. E' sempre la stessa storia. Ai concorsi pubblici si va rassegnati, «tanto già si sa chi deve vincere…». Ma questa volta PrimaDaNoi.it ci aveva visto giusto e grazie alla segnalazione di un lettore avevamo indicato il vincitore un mese prima dei risultati.


COMUNE DI FOSSACESIA: «IL CONCORSO È STATO REGOLARE. NESSUNA ARTE DIVINATORIA»

Opzione A: l'arte divinatoria esiste.
Opzione B: era una possibilità su 17 e il caso ci ha messo la sua parte. Opzione C: il vincitore era già designato.
Qual è la risposta esatta?
Il quesito è inquietante, ma la realtà è una.
PrimaDaNoi.it, era riuscito a dire un mese fa, grazie alla segnalazione di un lettore chi avrebbe vinto un concorso per collaboratore amministrativo da stipulare con l'ente di ambito sociale, ambito 23 Basso Sangro di cui il Comune di Fossacesia è capofila.
Il nome era uscito fuori già nel corso della prova scritta quando qualcuno aveva notato che quella candidata era la stessa persona che aveva raccolto le domande di ammissione al concorso degli altri aspiranti e che quindi già lavorava all'interno del Comune.
Già, lo sapevano tutti che quel concorso era stato disegnato su misura, come un abito di buona fattura per un giorno importante.
Quanto c'è di vero?
Impossibile saperlo ma la coincidenza non fa che alimentare sospetti su un mondo intero, quello dei concorsi pubblici, che appare sempre più come un buco nero, oscuro e pronto a risucchiare sempre e solo le persone con santi in paradiso.

«L'atmosfera dei concorsi pubblici», racconta la nostra "talpa" che negli ultimi mesi ha fatto esperienza sul campo («4 concorsi da giugno a oggi»), «è solitamente tranquilla, siamo tutti più o meno rassegnati».
Parlando, poi, il nome del vincitore salta sempre fuori.
«Non se lo tengono nemmeno segreto».
E' sulla bocca di tutti e tra gli scartati «nasce subito una comunella».
La solidarietà degli sfigati, la sfiga di non aver trovato uno sponsor.
«Ci raccontiamo le nostre esperienze, gli aneddoti vissuti in altri concorsi».
Racconti frustranti, per ingannare l'attesa e andare al patibolo ancor più sfiduciati.
E il futuro vincitore, però, se ne sta in disparte, assicura: «non partecipa mai attivamente allo scambio di idee. Quasi si vergognasse….e provo tenerezza quando vedo qualche ragazzo giovane che viene, magari accompagnato da un genitore che cerca di fare il tifo sperando insieme al figlio in qualcosa di buono».
Ma un concorso pubblico non è la Caritas… non si fanno sconti per i disperati e nemmeno per chi ha una marcia in più: «ho visto persone veramente preparate arrivare ultime in graduatoria, dopo aver sostenuto colloqui con domande sul diritto amministrativo, nonostante lauree prese a pieni voti in economia o giurisprudenza».
Ma non sarà forse che la colpa può essere anche di chi viene scartato ingiustamente ma non fa valere i propri diritti? Non sarà forse proprio lo spirito di rassegnazione a contribuire al dilagare del fenomeno che esiste?
Ma non tutti sono alla loro prima esperienza da concorsisti: l'età dei candidati in genere va dai 25 ai 35 anni.
C'è quindi il neo laureato e anche chi, dopo oltre dieci anni di lavori precari cerca disperatamente la strada del posto fisso e dello stipendio sicuro.
«Quello che mi stupisce», racconta ancora il nostro testimone, «è la poca voglia di combattere, di ribellarsi a questo sistema che ci sta costringendo ad elemosinare i nostri diritti. Il fatto di accettare una situazione di questo tipo quasi passivamente dicendo "tanto cosa ci possiamo fare?"».

Nel corso degli esami scarseggia anche la trasparenza: «nel caso di Fossacesia i colloqui sono avvenuti a porte chiuse. Dicono per privacy, in realtà non sappiamo cosa un candidato dica ai selezionatori ed è impossibile quindi anche fare un confronto tra le varie interrogazioni».
Colloqui che molto spesso permettono di guadagnare punteggio più di titoli ed esperienze messe insieme.
Anche nel caso di Fossacesia: «Era lì che si giocava tutto. Se guardiamo la graduatoria di amministrativo osserviamo che non si specifica quali sono stati i criteri di assegnazione dei punteggi nei titoli».
E perché non impugnare una graduatoria se si è certi del bluff?
«E' oneroso e non vale la pena spendere 3 mila euro per il Tar per un contratto da 10 mila euro».
Ecco perché i nostri figli continueranno a sentire le “solite vocine” e perché nelle amministrazioni pubbliche non vi saranno mai le migliori menti.

Alessandra Lotti 05/09/2007 8.30


COMUNE DI FOSSACESIA: «IL CONCORSO È STATO REGOLARE. NESSUNA ARTE DIVINATORIA»


«Le iniziali del vincitore», replica il Comune, «erano una informazione pubblica, a disposizione di chiunque si fosse recato presso gli uffici dell'Ente a partire dal 23 luglio».
Il presidente della Commissione, Roberto Gnagnarella sottolinea inoltre che «la selezione è avvenuta secondo quanto prevede la normativa in materia e prevedeva la valutazione dei titoli e un colloquio e non una prova scritta come erroneamente riportato nell'articolo».
Per quanto riguarda il fatto che il vincitore fosse già un collaboratore dell'ente, il presidente sottolinea che «quando si espleta un concorso, non si può certo vietare a chi già lavora presso un ente di partecipare. Tanto più che il ruolo ricoperto è a tempo determinato con un contratto di collaborazione, dunque del tutto precario».
«Peraltro il vincitore ha ottenuto al colloquio un punteggio pari a 26/30, come anche un altro concorrente: paragone che chiunque può fare leggendo la graduatoria pubblicata sul sito internet dell'ente www.eas23.it ».
Per quanto riguarda l'interrogazione a porte chiuse il presidente di commissione chiarisce: «Siamo di fronte ad un facile equivoco: ovviamente il colloquio è avvenuto a porte aperte, tranne per i candidati che non erano ancora stati ascoltati poiché per garantire la massima equità sono state sottoposte le stesse domande a tutti, in due buste chiuse a scelta del concorrente. Il colloquio verteva su domande attinenti al ruolo e non su quesiti di cultura generale, come è consuetudine».

Il verbale di cui si parla è datato 23 luglio ed è stato redatto sicuramente dopo le prove di esame -tenutesi la medesima mattina- presumibilmente nel pomeriggio e pubblicato sul web solo il 3 agosto.
Nel nostro articolo tuttavia abbiamo parlato di un malcontento generale dovuto al fatto che “durante l'attesa delle selezioni” era già stato fatto il nome della vincitrice.
Secondo il Comune poi le indennità non sarebbero cumulabili «con altre dello stesso ente».

06/09/2007 15.29