Referendum piano traffico, meno venti giorni al voto

Alessandro Biancardi

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Referendum piano traffico, meno venti giorni al voto
PESCARA. Il 23 settembre pescaresi chiamati alle urne per promuovere o bocciare il piano traffico. Tante le "stranezze" della tornata elettorale ma il Comune si difende e assicura «tutto regolare».
Tra meno di venti giorni i cittadini sconfesseranno o mostreranno di apprezzare il nuovo piano traffico della città. Potranno finalmente dire la loro su Ztl, chiusura dell'asse attrezzato, parcheggi a pagamento. Potranno dire «sì, cambiamo questo piano» o «no, ce lo teniamo così com'è».
In concreto, però, potrebbe non cambiare nulla perché si tratta di referendum consultivo, ma dopo la bocciatura l'assessore potrebbe decidere di rivedere il tutto.
L'attesa sale soprattutto perché nel corso dei mesi scorsi sono stati migliaia i cittadini che si sono mobilitati per contestare le nuove norme. E con una pila di firme sono riusciti ad ottenere il referendum, il primo in città.
Ma c'è qualcosa che non va, che non torna al comitato promotore che boccia ampiamente l'operato della giunta che ha organizzato la tornata elettorale. "Stranezze" che infastidiscono ce ne sono almeno tre: lo scrutinio delle schede non avverrà a seggi chiusi ma il giorno seguente, il risultato ufficiale sarà dato dal sindaco entro sette giorni («perché non subito?») e per gli scrutatori il Comune ha tirato fuori una rosa di nomi scelti tra i dipendenti dell'ente pubblico «contro il quale viene promosso il referendum» fa notare il comitato promotore per il "Sì", (la domanda del referendum sarà «volete che venga revocato il vigente piano traffico della città di Pescara?»).
L'assessore al traffico Armando Mancini ha rispedito al mittente i dubbi e le «illazioni» ed ha assicurato che tutto verrà fatto regolarmente. Non esistono ombre. Non esistono motivi di preoccupazione.
«La nostra non è paura di brogli elettorali», assicura Pierluigi Bacceli dell'associazione Pescara Nostra, «ma è palese che il regolamento approvato dal Comune ha delle stranezze».
Tra le stranezze Bacceli annovera anche la diminuzione degli spazi per la pubblicità elettorale «solo 18 contro gli abituali 57». E poi quel punto interrogativo sullo spoglio che non avverrà subito: «penso non ci siano precedenti, almeno nella democrazia occidentale. Tra l'altro sarebbe facilissimo conteggiare subito solo i "si" e i "no" con un numero di votanti solitamente molto inferiore alle normali elezioni».
«Il 23 settembre», continuano i promotori del comitato per il "sì", «gli elettori si ricorderanno che l'assessore diceva di aver bisogno di soli 50 giorni per la sperimentazione, che i sei mesi erano stati imposti dall'Anas e che si era detto pronto a rivedere il piano. Nulla di fatto, almeno finchè i pescaresi non metteranno fine a questa storia con il voto».

04/09/2007 9.40