Chiude l'ex Ospedale San Camillo de Lellis di Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Meno disagi per gli utenti, meno costi per l'Azienda sanitaria locale: è in questa equazione il senso della chiusura definitiva dell'Ospedale San Camillo de Lellis di Chieti e del conseguente trasferimento al Policlinico della Terapia intensiva cardiochirurgica (Tic) e della Cardiochirurgia. Grazie a questa operazione la Asl risparmierà circa due milioni di euro l'anno per la manutenzione della struttura. LE FOTO: ADDIO AL SAN CAMILLO 
Da oggi, lunedì 3 settembre, tutte le attività finora ospitate dal San Camillo saranno attive nella nuova collocazione. La Cardiochirurgia andrà al 10/o livello corpo A dell'Ospedale clinicizzato. La Tic troverà posto insieme all'Unità di terapia intensiva cardiologica
(Utic) all'8/o livello corpo E. Sono gli ultimi tasselli di un percorso avviato mesi fa, che ha comportato il trasferimento a Colle dell'Ara di tutti gli altri reparti.
«La chiusura del San Camilllo – ha affermato il direttore generale dell'Asl di Chieti Maresca –, pienamente condivisa con l'Università, rappresenta una tappa epocale per la città, inserita in un faticoso e articolato percorso aziendale che porta al miglioramento dell'assistenza in campo cardiologico, che riceverà ulteriore impulso con il completamento, entro il 2009, del nuovo dipartimento di malattie cardiovascolari, in costruzione a Colle dell'Ara». Alla nuova struttura il Ministero della Sanità ha destinato 30 milioni di euro.

MAZZOCCA: «INIZIA UNA SANITA' PIU' EFFICIENTE»

L'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca ha sottolineato «la rilevanza di questa operazione per la sanità teatina e per quella abruzzese in generale», evidenziando «l'impegno della Asl per costruire una sanità più efficiente e rispondente ai bisogni di salute dei cittadini. Conservare "tout court" l'esistente non vuol dire rendere un buon servizio alla popolazione alla quale, invece, vogliamo riconsegnare un servizio sanitario più moderno e organizzato».
Spiragli di ottimismo sul fronte degli investimenti e del personale sono stati aperti dal senatore Ds Legnini il quale ha anticipato che nella Finanziaria 2008 si cercherà di inserire finanziamenti aggiuntivi destinati a sostenere progetti di sviluppo dei servizi sanitari della Asl di Chieti.
Inaugurato circa 70 anni fa, il vecchio sanatorio aveva ormai esaurito funzioni e ciclo vitale ed era divenuto una struttura fatiscente, addirittura carente sotto il profilo igienico-sanitario e, quindi, non più rispondente ai criteri di funzionalità richiesti dai moderni canoni dell'assistenza sanitaria.
Non si tratta, tuttavia, di «un funerale». Il San Camillo, il cui valore è stimato in 11,2 milioni di euro, torna ora a disposizione della città: un edificio con annesso parco che rappresenta una risorsa, sul cui futuro utilizzo la Asl, il Comune e l'Università hanno già avviato una riflessione.
La chiusura – decisa dal direttore Maresca fin dal suo insediamento a fine 2005 – era, dunque, divenuta una scelta obbligata, dettata anche dalla necessità di migliorare il percorso diagnostico, terapeutico e chirurgico dei malati cardiologici.
Il trasferimento non comporterà una diminuzione dei servizi né una contrazione delle attività e, soprattutto, nessun rischio per i pazienti. Lo spostamento è stato, infatti, preceduto dall'attivazione di procedure e dall'adozione di sistemi tecnologici che garantiranno in ogni momento una risposta adeguata alle situazioni di urgenza, in particolare per Tic e Utic.

SETTE NUOVE SALE OPERATORIE

Il percorso di riorganizzazione avviato dalla Asl porterà, entro due anni, all'apertura di sette sale operatorie in più rispetto alle otto attuali, per un totale di 15. Otto sale saranno destinate alla Chirurgia generale, tre a Ostetricia e Ginecologia e quattro alla Cardiochirurgia e alla Chirurgia vascolare. Un impegno che porterà a 70 sedute chirurgiche a settimana rispetto alle 35-40 attuali.
Prossimo passo è la progettazione dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata, per la quale è già stato costituito un gruppo di lavoro. La formula del presidio ospedaliero unico tra gli ospedali di Chieti, Guardiagrele e Ortona darà la necessaria sinergia a un sistema che deve imparare a lavorare insieme, con regole e procedure definite per dare risposte efficaci ai cittadini.


03/09/2007 9.41