Impianto smaltimento Micron, «a rischio la salute dei residenti e l'agricoltura»

Alessandro Biancardi

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LUCO DEI MARSI (AQ). Nelle scorse settimane è stato ufficialmente presentato alla Regione Abruzzo il progetto della Micron di Avezzano per la realizzazione dell'impianto di smaltimento di rifiuti pericolosi tossici e nocivi che dovrebbe sorgere nel comune di Luco dei Marsi ai confini con quello di Avezzano. PARTE LA RACCOLTA FIRME CONTRARIO ANCHE L’ASSESSORE PROVINCIALE FINA (DS)
Un impianto del costo di 150 milioni di euro, della grandezza di 40 ettari, (per farsi un'idea come 67 campi da calcio), per smaltire 180mila tonnellate di rifuiti l'anno, unico in Europa.
Critico il segretario regionale abruzzese e capogruppo vicario della Democrazia cristiana per le Autonomie alla Camera, Giampiero Catone:
«questo impianto creerà seri problemi all'agricoltura nel Fucino, si pensi a chi acquisterebbe più prodotti che nascono vicino ad un impianto del genere, oltre naturalmente ai probabili rischi per la salute, per l'ambiente e per il turismo».

Nei giorni scorsi anche Francesco Recchia, primario dell'ospedale di Avezzano, noto oncologo di fama internazionale, ha spiegato nella sala consiliare del Comune di Luco dei Marsi, gli elevati rischi per la salute che tale impianto provocherebbe, non solo per coloro che risiedono nella Marsica ma nell'intero Abruzzo.
E parla chiaro, secondo Catone, anche lo studio di impatto ambientale prodotto proprio dalla Micron.
«Al punto numero 10», spiega il segretario regionale, «si descrive sotto il titolo "Gli effetti sulla salute" che vi sarà un aumento percentuale dei decessi per ogni aumento di PM10 pari a 10ug/m3; Interazione fra particelle e superficie cellulare (deposito di compositi tossici o reattivi); Induzioni di meccanismi infiammatori; ingresso nei vasi sanguigni con successiva alterazione delle proprietà aggreganti; ingresso nel sistema epiteliale e negli interstizi, con diffusione nel sistema linfatico; interazione con il sistema nervoso centrale attraverso il nervo olfattivo».

Catone chiede così un intervento del presidente della Regione Del Turco «racchiuso in un silenzio diventato ormai assordante e che dovrebbe far desistere il comune di Luco dei Marsi e la stessa Micron da questa realizzazione»

ANCHE COLDIRETTI CONTRARIA

Anche l'assemblea della Coldiretti della Provincia dell'Aquila è contraria al progetto.
«Il parere negativo è dovuto - si spiega in una nota - sia a ragioni prettamente tecniche che motivazioni politiche, economiche, territoriali e ambientali».
La Coldiretti «si batterà contro questa scelta scellerata perché tiene troppo alle nostre aziende e alle nostre produzioni che verrebbero messe in pericolo: chi sarà tanto temerario da acquistare ortaggi o patate prodotti su terreni che circondano un impianto dove si trattano le peggiori schifezze del mondo?».
Nei prossimi giorni la Coldiretti presenterà agli Enti preposti le proprie osservazioni e seguirà «con molta attenzione gli sviluppi della situazione».
«Non bisogna dimenticare - afferma l'associazione di categoria - che stiamo parlando del cuore del bacino fucense noto per la sua eccellente e preziosa produzione agricola che solo da qualche mese ha persino ottenuto il primo riconoscimento europeo dell'Igp della carota locale».

03/09/2007 8.14

PARTE LA RACCOLTA DI FIRME

AVEZZANO. «Partira' domani, martedì 4 settembre, da Avezzano nella centrale piazza Risorgimento, per poi estendersi in tutta la Marsica, la raccolta firme per dire no all'impianto sperimentale di Torcia al Plasma per lo smaltimento di rifiuti industriali tossici nocivi pericolosi, della grandezza di
400.000 metri quadri, del costo di 150 miloni di euro, che la Micron intende realizzare nel Fucino, territorio del Comune di Luco dei Marsi ai confini quello di Avezzano».
Lo annuncia il segretario provinciale della Democrazia cristiana per le Autonomie, l'ex vice sindaco di Avezzano, l'avvocato Massimo Verrecchia.
«E' necessario - afferma Verrecchia - informare nel dettaglio tutta la cittadinanza marsicana sui rischi che potrebbe comportare sulla salute dell'uomo, dell'ambiente ed sull'economia del Fucino, la realizzazione di tale impianto, per il suo genere unico al mondo. Aspettando una risposta
all'interrogazione parlamentare rivolta al governo, a giugno scorso, presenatata dal nostro segretario regionale, onorevole Giampiero Catone e, dopo l'incontro pubblico di ieri sera, nella piazza Umberto Primo a Luco Dei Marsi, che ha visto la partecipazione di oltre mille persone, e una raccolta di 3 mila firme nel solo Comune di Luco dei Marsi, da parte dell'associazione apartitica e apolitica 'AttivaMenteLuco', intendiamo scendere in mezzo alla nostra gente, insieme a tutti
i partiti di qualsiasi colore, per contrastare un impianto sperimentale su scala industriale, che vede, a nostro avviso, i cittadini della Marsica come delle cavie, essendo ad oggi rari gli studi internazionali che ne attestino la totale ed assoluta incolumita' per la salute dell'uomo», conclude Verrecchia.
03/09/2007 12.22

CONTRARIO ANCHE L'ASSESSORE PROVINCIALE FINA (DS)

«Dico no alla localizzazione nel territorio di Luco dei Marsi dell'impianto
per rifiuti industriali proposto da Mirror. Chiedo alla Mirror di ritirare il progetto per aprire un ampio e sereno confronto con tutti».
Lo ha detto stamani in una conferenza stampa ad Avezzano l'assessore provinciale all'Ambiente, Michela Fina, che e' anche segretario di federazione Ds.
«Ho atteso prima di esprimere la mia posizione il risultato di una prima valutazione tecnica degli esperti della Provincia. L'Ente - spiega Fina - è stato coinvolto in via formale solo per gli aspetti urbanistici. Ma io ho interessato il Settore su tutti i risvolti ambientali. Ora posso dire che la tecnologia proposta (l'utilizzo delle torce al plasma) ha bisogno di essere studiata di più: gli effetti delle nanopolveri sulla salute dell'uomo hanno bisogno di essere meglio conosciuti da
Enti di Ricerca ed Università specializzate. Fino ad allora troppe sono le zone d'ombra che non permettono di realizzare mega-impianti sperimentali che per dimensioni e per localizzazione (la Piana del Fucino) darebbero vita a troppe controindicazioni».

03/09/2007 16.01