Montesilvano. E’ già il tempo di concorsi contestati

Alessandro Biancardi

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Montesilvano. E’ già il tempo di concorsi contestati
MONTESILVANO. «Signori che volete farci, questi sono tutti uguali». Basta un bando di concorso del Comune, poco pubblicizzato, le solite voci a corredo che indicano i vincitori e per fare scandalo e mandare in subbuglio l'estate dei cittadini di Montesilvano ed è fatta. Loro che credevano al Risorgimento post Cantagallo, al new deal della coscienza e della morale, alla decisa inversione di marcia del “sistema”.
«Questi litigano come quelli di prima e fanno le stesse porcherie».
All'ombra delle palme di piazza Diaz la fiducia già scarseggia, gli anziani hanno pane per i loro denti da masticare in una giornata afosa di fine agosto e ogni ruga che hanno in faccia sembra suggerir loro che loro non sono fessi e certe fesserie non se le bevono più.
E invece no.
L'amministrazione cittadina confeziona gli avvisi pubblici, ad agosto, li pubblicizza poco o niente. Tutti in silenzio nella speranza che il tempo passi in fretta e che poca gente se ne accorga.
Possibile?
«Vacanze e relax faranno passare inosservato l'avviso pubblico», pensano i maligni, «tutto deve essere pronto per settembre», assicurano i responsabili.
A chi credere? Ognuno si fa la propria idea.
Le chiacchiere si ingigantiscono e gli elementi che fanno pensar male ci sono: il bando per la ricerca del nuovo addetto stampa del comune non era reperibile nemmeno sul sito web (figurarsi) e per trovarlo ci voleva solo un po' di fortuna, o magari un indizio utile….
Basta questo, un dubbio amletico, un pizzico di mala fede e diffidenza per riaprire una ferita, in un territorio che chiede ormai da mesi di voltare pagina, di non essere più associato al ciclone giudiziario che ha squassato la (finta) serenità e che vuole essere visto adesso come il simbolo del rinnovamento possibile.
Una speranza c'è?
C'è chi non ha più l'ingenuità di crederci da queste parti.
Il sindaco Cordoma ha già deluso?
Anche perché il bando nascosto butta ombre e malelingue su una amministrazione che aveva fatto della trasparenza il suo vessillo di battaglia in campagna elettorale.
E allora se cattiva intenzione non voleva esserci di certo Lillo Cordoma, l'amico sindaco di tutti i cittadini che aveva sponsorizzato il suo come un Comune di vetro per quanto trasparente, dovrà come minimo cospargersi il capo di cenere, chiedere venia e magari annullare i concorsi.
Anche perché il nome del vincitore già circola.
Funziona sempre così.
La prima delusione dopo le elezioni arriva sempre con la sistemazione di chi in campagna elettorale ha dato una mano (in un settore così delicato come la comunicazione).
Qui invece c'è stata la leggerezza (dei dirigenti?) di consigliare il bando per un nuovo ufficio in Comune, non portavoce fiduciario (incarico che poteva essere a chiamata diretta), ma la ricerca di un comunicatore-giornalista da trasformare in dipendente comunale (dunque utile a tutti anche alla minoranza).
Adesso, in attesa dei risultati (il bando è già stato chiuso) ci si domanda a chi fossero destinati quei posti per dirigenti ed un istruttore amministrativo e c'è chi spera (giusto per avere ancora un po' di forza per credere al rinnovamento) che non saltino fuori i soliti nomi.
Posti preziosi e di un certo livello (e di un certo stipendio): uno da coordinatore dell'ufficio stampa (con inquadramento dirigenziale), capo di gabinetto (inquadramento dirigenziale), istruttore direttivo (dirigente di primo livello) e istruttore amministrativo, (ex sesto livello del contratto degli enti locali).
Per l' incarico di capo di gabinetto e per quello di istruttore direttivo è richiesta la laurea in scienze politiche, giurisprudenza, scienza dell'amministrazione o titoli equipollenti; per la categoria C1, invece, basta il diploma superiore mentre si parla di requisiti professionali per il profilo di coordinatore dell'ufficio stampa.
Postilla, che sempre si trova in questi casi, «l'eventuale conferimento degli incarichi avrà luogo a seguito di ponderazione dei curriculum formativi e professionali pervenuti, nonché sulla base dell'intuitu personae, in relazione alla natura e alle caratteristiche delle funzioni connesse all'incarico da affidare». Ovvero? Ovvero chi deve decidere (solitamente il sindaco) avrà l'ultima parola per scartare candidati e prendere sotto la sua ala protettrice quello "migliore", per curriculum, s'intende.
Sulla questione è intervenuto anche l'ordine dei giornalisti d'Abruzzo che non è stato avvertito del bando e che ha inviato una nota all'amministrazione di Montesilvano.
03/09/2007 8.52