Montesilvano: «la legalità è una bandiera ammainata»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. La ricostruzione della procura di Pescara nell'ambito dell'inchiesta “Ciclone” dell'attività amministrativa a Montesilvano degli ultimi 10 anni è alquanto avvilente. Istituzioni e leggi calpestate, uomini al servizio solo dei propri interessi a discapito dei problemi seri di migliaia di cittadini e dell'armonico sviluppo della società. E poi c’è quella «allarmante prontezza a delinquere» con una altrettanto preoccupante facilità nel mettere in pratica «delitti seriali», reati prodotti come in una catena di montaggio.
Insomma tangenti come la cosa più normale e scontata di questo mondo…
Appare umiliante soprattutto la gestione della cosa pubblica e degli organi della casa comunale: la giunta pienamente asservita agli interessi dei costruttori, il consiglio pronto ad approvare delibere che “devono” essere approvate, partiti come clan pronti a fare il gioco di squadra per sé e per i propri amici o solidali ma anche pronti a scambiarsi favori con gli altri gruppi sicuri di essere ricambiati al momento opportuno .
Dietro ci sono le lobbies affaristiche che guadagnano grazie al “Sistema Montesilvano” (definizione nata per opera di uno degli indagati stessi) milioni di euro in più.
Così possono, al momento giusto «pompare milioni di euro per le elezioni» e rafforzare il gruppo politico di turno, la persona da candidare capace di mettere insieme una mole cospicua di voti per continuare, perseverare e reiterare il sistema.
E non è un caso che anche nelle ultime elezioni di Montesilvano siano stati utilizzati fondi neri dalla provenienza non accertata -la procura dice «tangenti»-, d'altronde non è certo una sorpresa che tra le 10 liste vi erano anche persone tutt'altro che nuove al mondo della politica e già con ruoli di rilievo nella amministrazione Cantagallo.
Ma se, da una parte, nelle parole del Gip, Luca De Ninis, si fa specifico riferimento alla realtà locale di Montesilvano molte sfumature sembrano potersi adattare ad una infinità imprecisata di altre amministrazioni.

UN CONSIGLIERE UN CERVELLO?

Quanti consigli comunali, per esempio, sono realmente liberi di autodeterminarsi; quanti consiglieri comunali possono realmente votare in maniera diversa dall'indicazione data dal proprio schieramento, partito, gruppo?
In percentuale quanti sono i voti dei consiglieri che ragionano con la propria testa e si dissociano anche solo per una volta dalla linea imposta dal partito, in altre parole ragionano con la testa e con coscienza?
Il dato preciso non ce lo abbiamo ma sono di certo pochi e rientra peraltro nel gioco legittimo (ma forse anche distorto) della democrazia.
Non è forse molto facile per un politico avere rapporti molto stretti specie con parte dell'imprenditoria dove circolano milioni di euro e farsi finanziare campagne elettorali?
E non è forse "normale" attendersi richieste di contropartite nell'ambito della attività amministrativa dell'uomo sponsorizzato?
Certo da qui a compiere atti illeciti e prendere mazzette ce ne corre...
Ma spesso piccoli segnali, sentori anche vaghi si avvertono un po' ovunque.
In alcuni casi questi sentori sono qualcosa di più tanto da portare ad aprire formali inchieste giudiziarie come nel caso di Montesilvano, Pescara, Francavilla, Vasto.
Il patto tra la politica senza più valori e gli “imprenditori a valore aggiunto” è da anni sempre più stretto e saldo tanto da far gridare ad una nuova ed imminente Tangentopoli 2.

Il quadro di insieme che deriva dall'esame dei delitti esaminati a Montesilvano infatti è quello di un cartello costituito da imprese, politici e dirigenti tecnici finalizzato al soddisfacimento degli interessi privati degli appartenenti alle tre categorie indicate.
«La legalità intesa quale fedeltà alla lettera delle leggi, è una bandiera ammainata: sostituita da un'applicazione di norme strumentali, ardite e fantasiose».

L'AMMINISTRATORE CORROTTO NON E' SOLO UN FATTO PERSONALE

Ma l'illecito non è fatto solo privato e le conseguenze si ripercuotono pensanti anche sull'ultimo cittadino della collettività.
In questo sistema amministrativo «le imprese amiche possono massimizzare propri profitti», per importi illeciti di «centinaia di migliaia di euro se non di milioni di euro».
Costruiscono eludendo gli standard previsti per la volumetria, «ottengono attribuzioni di appalti senza neppure la parvenza di una gara e senza alcun serio controllo sulla contabilità viva, escludendo dal mercato i concorrenti che non possono beneficiare di analoghe referenze interne all'amministrazione; impongono costi fuori controllo e caos urbanistico».
Ecco allora importantissimi spunti, al di là delle rilevanza penale, degli effetti collaterali creati dall'associazione per delinquere di Cantagallo & Co, una serie di conseguenze pesanti e negative per un numero imprecisato di persone: siano costruttori concorrenti o semplici cittadini menomati nei propri diritti fondamentali (fosse anche solo quello della vista del panorama della loro finestra interdetta da una costruzione abusiva).
I politici dal canto loro, invece, ottengono voti e denaro, destinati a finanziare se stessi (come proprio il caso dell'ex sindaco in grado di investire oltre € 400.000 di tangenti all'estero o comprarsi una elegante autovettura, vestiti firmati e orologi in quantità) o le successive attività di partito, le campagne elettorali come il caso di Vallescura, Di Blasio, Savini (quest'ultimo accusato, tra l'altro, di aver chiesto un contributo in denaro a Lotorio dietro promessa di adoperarsi in violazione dei propri doveri funzionali di vicesindaco finché la ditta dello stesso ex assessore -la Camel- potesse ottenere la indebita approvazione dell'atto che le attribuiva la facoltà di costruire la famosa torre nel curvone, nei pressi dei grandi alberghi).
Addirittura ci si adoperava per amici e parenti piegando la legge in favore delle priorità del clan (come il caso della ristrutturazione della casa privata di una parente del capogruppo Ds).

IL BRACCIO TECNICO INDISPENSABILE

Una terza componente individuata dal giudice per le indagini preliminari è quella dei dirigenti comunali ai quali spettano incarichi per decine di migliaia di euro l'anno, importi che rendono la retribuzione ordinaria di dipendente pubblico una componente minoritaria del loro reddito.
Tali elargizioni si concretizzavano alle volte in compensi versati direttamente alle imprese controllate altre volte addirittura con assunzioni di congiunti presso l'impresa soggetta al controllo (la figlia dell'architetto canale assunta nella ditta di Lotorio).

Tutto poteva essere fatto in nome del Dio denaro che assumeva le sembianze della cubatura e si realizzava attraverso il multiforme strumento dell'accordo di programma.
Così nel corso degli anni è diventato normale che l'imprenditore "comprasse" la violazione delle norme del piano regolatore.

«E' evidente che vi siano stati politici (Gallerati, Cantagallo, Vallescura, Di Febo, Di Blasio, Tomei)», si legge nella ordinanza del Gip, «pronti ad avallare decisioni e a fornirsi reciproca copertura, per il compimento di affari personali che dessero anche parvenza di soddisfare interessi pubblici. Certamente se si ristruttura il PalaRoma vi è un ritorno in termini di servizi offerti alla cittadinanza ed un guadagno di consenso per la classe politica proponente. Tuttavia se si violano le norme e l'affidamento non prevede l'appalto tutto ciò ha un costo elevatissimo per la collettività, forse non immediatamente percepibili ma a lungo andare destinati a ricadere negativamente su tutti cittadini».
«Anche tra gli imprenditori c'è il radicato convincimento di poter contare sull'applicazione a proprio vantaggio delle norme di legge e di regolamento e c'è la convinzione che il proprio referente politico possa "ottenere" perché in altri egli è stato disposto a "concedere"».

Insomma un'idea della politica quanto più lontana da quella sbandierata nelle belle parole dei comizi e nelle campagne elettorali.

La legge, la giustizia, ma soprattutto la politica adesso avrà il compito di smantellare per intero il “Sistema Montesilvano” e ripartire da zero facendo lo sforzo più grosso che si possa concepire: attenersi alle leggi.
Il nuovo sindaco ha vinto una campagna elettorale promettendo una purificazione radicale, un cambio netto di cultura che però finora non sembra esserci stato.

Chissà se oltre alla forza ci sarà abbastanza volontà.

a.b. 28/07/2007 11.39