Miracolo a Montesilvano 2: il box diventa un palazzo a 4 piani

Alessandro Biancardi

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Miracolo a Montesilvano 2: il box diventa un palazzo a 4 piani
MONTESILVANO. Un evento prodigioso come la trasformazione di un semplice container (che non esisteva ancora quando è stato condonato) in un edificio in muratura con il raddoppio della cubatura sembrava dover essere un evento isolato. Invece, il caso emerso nell'ambito dell'inchiesta della squadra mobile "Ciclone" -e descritto nell'articolo di ieri di PrimaDaNoi.it- sembra non essere il solo, seppur con peculiarità e differenze. Così sono saltati sulla sedia alcuni cittadini di Montesilvano leggendo il nostro articolo ed hanno pensato bene di raccontarci anche la loro storia.
Il loro racconto è fatto di amarezza per le numerose sollecitazioni rivolte agli amministratori comunali e per le decine di mancate risposte, i tentativi di fermare quei «lavori che sembrano impossibili» e che a loro giudizio sarebbero «contrari alle norme».
Infine sono arrivati gli esposti e le denunce ma per il caso di cui parliamo la magistratura non si è ancora pronunciata.

La storia potremmo farla iniziare nel 1999 quando il comune di Montesilvano rilascia la concessione in sanatoria
numero 1.062, dopo il consueto iter amministrativo che termina il 16 febbraio del 2000 proprio con la sanatoria.
Siamo in via Lazio e su una piccola superficie di terreno circondata da palazzi di circa 670 m² il signor Nino Vinto presenta una richiesta «per la realizzazione di un locale adibito a deposito e un box destinato ad ufficio».
Tra le carte presentate all'ammirazione comunale si specifica che la superficie occupata dal box è di 24,99 m² ed il periodo di ultimazione risale al 1993.
Il firmatario della richiesta si è poi impegnato al pagamento di poco meno di 3 milioni di vecchie lire a titolo di oblazione della sanatoria, inoltre ha dovuto versare una ulteriore somma di 1.108.175 di lire per ulteriori oneri.
Valutata la pratica, l'istanza e le ricevute di pagamento, il tecnico istruttore del quinto settore, Donato Di Raffaele, ed il dirigente capo servizio edilizia, geometra Castagna, rilasciano la richiesta concessione in sanatoria per le opere abusive «riportate negli elaborati grafici».

Passano poco più di tre anni ed il 29 agosto del 2003 per quello stesso fondo viene rilasciato dal comune di Montesilvano un permesso a costruire , permesso firmato congiuntamente dall'architetto Antonella Mennucci e dal dirigente Rolando Canale.
Tuttavia qualcosa sembra essere cambiato perché la domanda è presentata da una società immobiliare denominata "S.Antonio sas di Castellani Gianni & C." con sede a Pescara.
E non ci si può sbagliare perché la richiesta riguarda proprio via Lazio dove si vuole costruire un fabbricato residenziale.
Sembrano esserci tutte le autorizzazioni del caso: quelle sanitarie, quelle relative all'edilizia e all'igiene di polizia urbana, sono state valutate tutte le congruenze con gli strumenti urbanistici, c'è il nulla osta della Forestale e quello dei Beni ambientali e c'è anche l'atto di cessione delle aree stipulato un mese prima con rogito notarile con il quale l'area viene ceduta dal vecchio proprietario, Nino Vinto, alla società immobiliare.
Il permesso di costruire rilasciato nel 2003 prevedeva l'inizio dei lavori il 1 settembre 2004 e la ultimazione entro il 1 settembre del 2007.
Manca, dunque, poco più di un mese alla fine dei lavori ed il fabbricato residenziale sembra essere già a buon punto.

A cose fatte quel bel fabbricato svilupperà ben 1337,94 m³ su quattro livelli, con 134 m² di verde ed altrettanti di parcheggio, ci saranno palme siepi, magnolie.
Lo sviluppo della cubatura è stato calcolato in 2 m³ per metro quadrato sfruttando l'articolo 38 comma 3 del Nta che prevede per quella superficie un massimo di 1340 m cubi.
Lo studio di progettazione è stato curato dall'architetto Luigi Marchegiani, attuale consigliere di Forza Italia ma con un passato nella Margherita, che risulta essere in legami di parentela anche con l'originario proprietario terriero.

Questo è quanto è emerso dalle carte della procedura amministrativa in capo al Comune.
Rimane l'amarezza dei residenti e confinanti che si sono battuti in tutti questi anni senza riuscire a fermare quei lavori che giudicano «illegittimi» e che sbarrano la vista alle loro finestre.
Rimane la loro rabbia e la tenacia perché dicono «andremo fino in fondo».
Ma rimarrà anche questo nuovissimo fabbricato residenziale.
L'ennesimo.


LA STORIA DEL "MIRACOLO" NELLE FOTO



IL BOX VIENE SPOSTATO E SUL TERRENO SI DISEGNA IL PERIMETRO DELL'EDIFICIO







LA PRIMA COLATA DI CEMENTO


 





I PRIMI PILASTRI


 


 


 




IL CANTIERE


 


 


 






 




 


27/07/2007 11.08