Rischio cassa integrazione per 86 lavoratori di Cpm e Solodonna

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Si profila la Cassa integrazione guadagni (Cig) per le 86 lavoratrici delle aziende tessili sulmonesi Cpm e Solodonna, le cui produzioni sono ferme da due mesi. È quanto emerso al termine dell'incontro che l'assessore al Lavoro, Fernando Fabbiani, ha avuto con una delegazione di lavoratrici, i rappresentanti sindacali, l'assessore provinciale Ermanno Giorgi e un rappresentante della proprietà.
Qualche giorno fa il tribunale di Sulmona ha nominato il curatore speciale, che era presente alla riunione, che domani depositerà in tribunale l'istanza di fallimento per le due aziende. Questa richiesta, se accolta, permetterà di presentare richiesta di Cassa integrazione in modo da far fronte all'emergenza primaria rappresentata dal fatto che le 86 lavoratrici da due mesi non percepiscono salario.
«E' stato un incontro positivo - ha commentato Fabbiani - perché in questo modo si danno prime risposte concrete alle lavoratrici senza stipendio. Ma soprattutto con i sindacati e il rappresentante della proprietà abbiamo tracciato un percorso condiviso e con tempi di realizzazione certi che dovrebbe portare già a settembre alla ripresa della produzione. Ci sarebbero infatti aziende interessate a rilevare Cpm e Solodonna, subentrando in questo modo alle commesse che sono in capo alla società Atelier».
Un nuovo contatto tra assessore, sindacati e lavoratrici è previsto subito dopo la pronuncia del tribunale all'istanza di fallimento per avviare l'intesa sindacale sulla Cassa integrazione, contestualmente poi si lavora all'acquisizione delle due aziende da parte di nuovi proprietari.
25/07/2007 8.42