Palaroma. Le tangenti "ripulite" grazie agli incarichi di consulenze

Alessandro Biancardi

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Palaroma. Le tangenti "ripulite" grazie agli incarichi di consulenze
MONTESILVANO. La ristrutturazione del Palazzetto dello sport Palaroma era già finita nella prima ordinanza che portò a novembre all'arresto dell'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo nell'ambito della inchiesta Ciclone. Oggi riemerge anche nella nuova relazione del gip Luca De Ninis e risulta come uno dei fatti contestati all'assessore Attilio Vallescusa, accusato di «corruzione», e finito in galera il 17 luglio scorso e oggi agli arresti domiciliari.
La ristrutturazione della struttura era necessaria in seguito ad un crollo della precedente copertura. Un crollo inaspettato, perchè il palazzetto era seminuovo e causato, così spiegò il Comune, da precipitazioni nevose «abbondanti».
In realtà pare che di neve non ce ne fosse poi così tanta, o almeno non in quantità tale da causare un cedimento. Fatto sta che su quella vicenda pende un altro procedimento penale. Ma questa è un'altra storia.
La ristrutturazione venne affidata, senza alcun bando di gara come richiederebbero le norme dell'evidenza pubblica, ad una ditta privata ("Franco Conti Sas", proprietaria dell'area da urbanizzare tra via Vestina e via San Gottardo) in cambio della realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria, quali un centro polivalente e un'area parco semicoperta.
Ma in realtà la ristrutturazione «non ha nulla a che fare», scrive il gip, «con l'urbanizzazione dell'area interessata e quindi si sarebbe dovuta tenere una gara pubblica».
Il vantaggio economico per l'impresa era assai rilevante (stimata in quasi 500 mila euro) e nettamente superiore a quello che ne avrebbe ricavato il Comune. In più la società avrebbe avuto anche un premio di cubature di circa 13mila mc («elargito senza alcuna ragione che non sia il profitto dell'impresa», scrive l'accusa) e la concessione dello scomputo degli oneri concessori: il 20% del dovuto, in soldoni vuol dire una cifra pari a 286 mila euro.
Tutti ampliamenti e modificazioni non consentiti dal piano regolatore e dal regolamento edilizio e scomputi vietati ed è chiaro chi sia, in questa operazione, a guadagnarci veramente.
Secondo la procura di Pescara il deus ex machina di tutto sarebbe stato proprio l'ex assessore Attilio Vallescura (supportato da
Cantagallo) che «ha agito in piena sinergia con l'impresa privata».
Questo interessamento sarebbe stato ricompensato con una tangente. Lo proverebbe un assegno dall'importo di 6.288,00 euro incassato il 25 novembre del 2005 su un conto corrente di un istituto di credito locale che secondo l'accusa sarebbe un vero e proprio ringraziamento «per l'attività abusiva di "sponsorizzazione interna" dell'accordo».


IL DOPPIO RUOLO DI VALLESCURA


Ancora una volte il gip contesta a Vallescura di operare sotto la duplice veste di assessore comunale e professionista incaricato dal privato.
I due ruoli per Vallescura convivono alla perfezione anche se qualcuno, negli ultimi tempi, si era accorto dello strano gioco e aveva presentato anche qualche denuncia.
In una conversazione del 3 luglio 2006, infatti, l'ex amministratore si lamentava che un suo cliente, in un ricorso al giudice civile avesse fatto esplicito riferimento a lui come consulente privato per la proposta di un accordo di programma.
« Se dovesse succedere il casino e chiamano a voi dovete smentire categoricamente...», diceva in una conversazione Vallescura, «questi non si rendono conto che cazzo sta scritto là sopra, questi mi fanno andare in galera...ti viene in mente che quando Zaccagnini (nome del giudice, ndr) legge le carte non gli viene in mente...guarda questo sta a tutte e due le parti...prende le carte e le manda alla parte penale».
Per l'affaire Palaroma Vallescura ha cercato di delegare i rapporti con la società privata al fratello Fabrizio ma per il gip questo è da considerare solo «un modesto tentativo di elusione che esalta, anziché nasconderlo, l'interesse personale dei protagonisti di questa vicenda».
Ma quello dell'intreccio dei ruoli, della confusione di competenze, della commistione tra pubblico e privato, controllore e controllato è un nervo scoperto dell'ex amministratore pubblico.
In un'altra conversazione ammette di sapere bene che questo è un problema grosso che potrebbe persino portare alle «manette».

VALLESCURA: « ho riflettuto bene su quella cazzo di citazione… io sono incompatibile totale perché lui scrive nella citazione che io sono il tecnico di fiducia suo… questa è una cosa che va immediatamente smentita sennò quelli mi vengono a mettere le manette…»
E poi raccontando dell'incontro con il diretto estensore della citazione in discussione dice:
« Tu mi spieghi come ti è venuto in mente di fare una cosa del genere, tu rischi a me di mandarmi sotto processo per interesse privato in atti d'ufficio… per abuso d'ufficio… cioè che fa, io faccio la delibera e tu praticamente scrivi che io sono il consulente di Fabiani… io parlo con Fabiani dopodichè ti querelo per diffamazione… come cazzo ti è venuto in mente… adesso che devo fare ti devo menare?...»

TANGENTE ESIGUA?

I 6.288,00 euro percepiti da Vallescura secondo la procura sarebbe solo una piccola componente dell'intero prezzo versato dai responsabili dell'impresa agli amministratori e l'accusa pensa che ci siano stati anche altri compensi in favore degli altri esponenti politici che si sono prestati all'operazione, come ad esempio per l'ex sindaco.
Ma non è da escludere, secondo quanto scrive De Ninis che sia sempre il concessore di favori ad avere il ritorno economico maggiore: «ci sono alcune occasioni in cui l'amministrazione deve compiacere alcune imprese legate a poteri particolarmente forti di natura politica o finanziaria in cambio di una maggiore libertà di azione su altri interventi o in altri settori».
Siamo in presenza di «una struttura amministrativa deviata dai suoi compiti istituzionali e finalizzata alla mercificazione dei pubblici poteri», scrive il gip, «una organizzazione nella quale la strada con la quale l'imprenditore possa raggiungere i provvedimenti e gli interventi edilizi desiderati è sempre quella di individuare un referente».
«Per altro verso l'obiettivo proprio della struttura politico amministrativa da tutti accettato come dato consolidato ed inevitabile non è piùla cura dell'interesse pubblico ma la massimizzazione del proprio potere e del consenso interno».

Alessandra Lotti 23/07/2007 11.49

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[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=6496]LA DIFESA DI CANTAGALLO IN CONSIGLIO COMUNALE[/url]