Tariffe dell'acqua, «rimoduliamole per i nuclei familiari»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una tariffa dell'acqua agevolata a seconda della categoria di appartenenza. A richiederla l'associazione Famiglie Numerose della provincia di Pescara. ATRI: PROTESTA PER LA MANCANZA DI ACQUA
Una richiesta che potrebbe divenire almeno sperimentazione, nelle speranze dell'associazione che portano ad esempio due modelli, quello della provincia di Bologna e quello della regione Sardegna. Nel primo caso dal 2008, la tariffa idrica verrà calcolata nella misura pro-capite, mentre la seconda ha rimodulato la tariffazione dei servizi idrici anche tenendo conto della composizione del nucleo familiare.
«La tariffa attuale delle utenze domestiche», spiegano Dino e Lucia Norscia del coordinamento provinciale, «è una delle battaglia che questa associazione sta portando avanti da anni anche a livello nazionale in quanto è nostra dimostrata convinzione che l'attuali strutture tariffarie sono incostituzionali (violazioni art 2 e 31 della Costituzione )». La legge Galli, ad esempio, all'articolo 13 dice espressamente che «nella modulazione delle tariffe sono assicurate agevolazioni per i consumi domestici essenziali nonché per i consumi di determinate categorie sono prefissati scaglioni di reddito».
«Le tariffe attuali per il servizio Idrico sono strutturate a scaglioni di consumo con un prezzo al metro cubo (1,03) che aumenta progressivamente all'aumentare del consumo senza alcun riguardo alla composizione del nucleo familiare. Oltre», continuano i coniugi Norscia, «tutta la tariffazione non considera il reddito perciò ad esempio un notaio che abita nel super attico da solo paga come l'operaio che abita la casa Ater. Al contrario i nuclei familiari numerosi, che per esempio usano virtuosamente l'acqua utilizzando sempre gli elettrodomestici a pieno carico e fanno della sobrietà e del risparmio un vero stile di vita, risultano fortemente penalizzati, nonostante che il consumo pro-capite risulti grandemente inferiore agli utenti per esempio single o coppie senza figli».

20/07/2007 10.13


MONTESILVANO. ASSESSORE GERVASI: «TUTTA LA FISCALITA' DEVE ESSERE "FORMATO FAMIGLIA"»


Le richieste del coordinatore provinciale dell'Associazione Famiglie Numerose trovano pieno appoggio da parte del neo assessore alle Politiche Famigliari del Comune di Montesilvano, Vittorio Gervasi. Una proposta pienamente condivisa ma anche da rilanciare con iniziative più efficaci.
«Tutta la fiscalità deve essere formato famiglia – dichiara l'assessore– quella locale e quella nazionale. Per questo è irrinunciabile rivedere, in funzione del numero dei figli il calcolo dell'Ici, dell'addizionale comunale irpef e, per quanto attiene alle tariffe, è necessario trovare soluzioni per acqua, trasporti pubblici e spazzatura».
Per l'assessore si tratta di riconoscere il principio che «un figlio è un valore non solo per la famiglia che lo ha messo al mondo ma per tutta la comunità».
«Purtroppo», ha sottolineato ancora l'assessore, «le precarie condizioni economico finanziarie del Comune di Montesilvano non consentiranno a breve interventi strutturali ma sicuramente, appena le finanze lo consentiranno, si darà un segnale forte alla vera infrastruttura su cui si regge la nostra società: la famiglia».

20/07/2007 17.40

ATRI: PROTESTA PER LA MANCANZA DI ACQUA

Il coordinamento comunale di Forza Italia di Atri interviene sulla gestione delle risorse idriche nel Comune di Atri, chiedendo un immediato chiarimento da parte dell'Aca e dell'Amministrazione comunale.
«Raccogliamo le proteste dei cittadini e dei commercianti del centro e delle frazioni che hanno subito il disservizio con conseguente impossibilità di utilizzare l'acqua corrente», dicono, «Da diversi giorni, infatti, la quasi totalità del territorio atriano deve fare i conti con la mancanza dell'acqua.
Basti pensare che in mattinata alcuni bar non hanno potuto utilizzare le macchine per la produzione del cafè o ad alcuni cittadini del centro storico che telefonando al numero verde dell'Azienda pescarese si sono sentiti rispondere “mettete il serbatoio”. Non è possibile che i cittadini Atri debbano pagare laute bollette all'Aca senza ricevere in cambio un adeguato servizio».
«Prima di chiudere l'acqua», dice ancora Fi di Atri, «sarebbe opportuno che l'Azienda erogatrice avvisasse i cittadini indicando gli orari e i giorni.
Aspettiamo che le istituzioni competenti diano risposte concrete e, soprattutto, evitino da subito che continui a mancare l'acqua nelle abitazioni».

20/07/2007 10.26