La grande festa per il restAurum: è successo

Alessandro Biancardi

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La grande festa per il restAurum: è successo
PESCARA – Finalmente 'è successo'. Nei giorni scorsi la città è stata bombardata da una campagna pubblicitaria mai vista prima, che annunciava l'ennesimo 'sforzo' del primo cittadino Luciano D'Alfonso: l'inaugurazione del palazzo ex Aurum. Finalmente 'è successo'. GUARDA TUTTE LE FOTO DELLA CERIMONIA
Ancora un altro giorno d'attesa e i pescaresi sarebbero arrivati all'inaugurazione in uno stato d'ansia da 'cura ai barbiturici', per l'angoscia e lo stress alimentato intorno a tale evento. Certo è, che n'è valsa proprio la pena. L'anfiteatro si è mostrato, ad una marea di pubblico, nel massimo della sua bellezza. Applaudito, esaltato ed ammirato, come se fosse un adone sdraiato tra gli alberi della pineta d'Annunziana, la 'nuova fabbrica delle idee', così è stato ribattezzato, rappresenta quel simbolo che la città di Pescara attendeva da troppo tempo. L'imponente 'ferro di cavallo' pescarese, scandito da decine e decine di volte a tutto sesto, è bello, maschio, virile, maestoso, espressione di quella combinazione tra tecnologia industriale ed eleganza architettonica, corredato da minimalisti spazi ristrutturati accesi da centinaia di luci colorate.
L'ex Aurum è Pescara: città votata all'apparenza e alla spettacolarizzazione, città alla ricerca di un'identità vera, orfana di quella visione d'Annunziana esclusivamente estetizzante dove l'apparire, il fare moda e il far parlare di sè è sopra ogni altra cosa.
Giovedì sera molte cose sono state dette, alcune senza senso.
L'opificio, frutto del genio dell'architetto Giovanni Michelucci e del suo padre fondatore Amedeo Pomilio, è stato addirittura definito un piccolo colosseo e paragonato alla piazza del Bernini antistante San Pietro, ma forse affermazioni di questo tipo provengono da profani che di storia dell'arte capiscono poco e male. Forse il termine giusto è proprio quello coniato dal sindaco D'Alfonso "straordinario esempio di architettura industriale" in cui s'incontrano bellezza e tecnologia; un po' quello che tenta di proporre il capoluogo adriatico ai suoi visitatori e agli stessi cittadini: fascino attraverso le sue nuove strade, le sue nuove piazze, i campanili ristrutturati, i ponti e i teatri futuristici e avanguardia attraverso le ultime tendenze che il mondo propone. Sicuramente l'ex Aurum è uno spazio che a Pescara mancava, o meglio, c'era ma doveva essere recuperato è riportato a nuova vita. Il sindaco c'è riuscito ed è un gran regalo che ha fatto alla città, ai pescaresi e all'Abruzzo intero.

LA SERATA

L'area antistante il corpo centrale dell'ex Aurum si è trasformata in una grande platea, dove hanno trovato posto i tantissimi spettatori giunti per assistere al pomposo cerimoniale, il quale si è svolto su un palco sistemato tra le due scalinate che uniscono il piano terra ai due bracci del massiccio ferro di cavallo. Dopo il taglio del nastro, lo spettacolo 'Dannunziana', in cui attori e ballerini hanno raccontato la storia di Pescara e dell'Aurum attraverso interventi poetici, musicali e coreografici. Giochi di luci e di ombre hanno reso il momento idilliaco tra volteggi e piroette mentre la notte si sostituiva al giorno. Al termine i vari interventi delle autorità politiche e istituzionali, seguiti dalla proiezione del film sul restauro della struttura. A seguire il concerto dell'orchestra e del coro dell'università 'G. d'Annunzio' e un profumato bouffe di dolci.

GLI INTERVENTI

Il primo a prendere la parola è stato il presidente del consiglio comunale Gianni Melilla: « l'Aurum è sempre stato uno spazio speciale; sin dall'inizio, infatti, è stato progettato non solo come fabbrica ma anche come luogo aperto alla città. L'architetto Michelucci – ha proseguito Melilla – è riuscito con questo progetto ad esprimere una modernità estrema che testimonia tutto il '900 pescarese. D'estate il centro dell'Aurum diventava teatro all'aperto e qui è stata rappresentata anche l'opera di d'Annunzio 'La figlia di Iorio'. Sin dall'inizio l'Aurum è stato pensato con un uso anche culturale ed artistico. Ci auguriamo – ha concluso il presidente del consiglio – che la scienza, la cultura, l'ambiente e l'arte contemporanea riescano a trovare in questo spazio la giusta sede».
Secondo il critico d'arte Silvia Pegoraro «l'Aurum è un luogo deputato all'arte, il quale ha trovato una particolare simbiosi con la natura.
Michelucci – ha proseguito l'esperta d'arte – ha avuto la capacità di progettare e costruire uno spazio che, con facilità si fa vivere. In questo luogo è già possibile trovare i primi esempi di arte contemporanea, che sono entrati subito in sintonia con l'ambiente circostante». Il critico si riferiva alla scultura donata, in comodato d'uso permanente, dall'archivio Turcato intitolata 'Superamento':
«interessante esempio di scultura astratta nata attraverso la visione, da parte dell'autore, di uno spettacolo teatrale».
Conclude, dopo l'intervento tecnico di Gianni Di Vincenzo, titolare dell'impresa che ha curato i lavori di ristrutturazione dell'ex Aurum, il primo cittadino Luciano D'Alfonso il quale non si è risparmiato su nulla. «Questa struttura è uno straordinario giacimento dove si realizzeranno straordinarie celebrazioni, feste ed eventi. Abbiamo impiegato per sistemarlo il tempo che ci voleva; aspetto che spesso non pone in buona luce le attività promosse dalle pubbliche amministrazioni. 36 sono i mesi di lavoro che hanno previsto il progetto, la copertura finanziaria, le procedure, la scelta di un'impresa valida, l'attivazione dei cantieri e la conclusione dei lavori. Pertanto – ha sottolineato D'Alfonso – è giusto fare festa ed è quindi giusto inquadrarla nella categoria della 'primavera'».
Ivan D'Alberto
20/07/2007 10.03

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