Ente paralizzato, Apindustria chiede le dimissioni del consorzio industriale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il consiglio di amministrazione del Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell'Aquila deve dimettersi. E' quanto chiede a gran voce Apindustria, lamentando forti ritardi ed inadempienze da parte dell'ente nella gestione delle zone industriali della città che hanno portato a «numerosi disservizi» che si ripercuotono «sugli imprenditori che hanno deciso di investire all'Aquila o intendono farlo».
La situazione nei nuclei industriali aquilani «è diventata insostenibile», hanno detto in conferenza stampa i vertici di Apindustria, l'associazione delle piccole e medie imprese della Provincia dell'Aquila. Ad oggi risultano giacenti circa 30 domande di
insediamento: 20 nell'area di Bazzano, 6 su Sassa e 4 su Pile. «Tra queste – ha affermato il presidente Luciano Mari Fiamma – solo una minima parte ha potuto contare su una delibera di sola individuazione del lotto che però non ha nessuna valenza ai fini della realizzazione delle opere perché manca la delibera di assegnazione definitiva».
Ma c'è di più, secondo Mari Fiamma: a breve uscirà il bando che consentirebbe alle aziende interessate di realizzare gli insediamenti nell'area aquilana, da poco rientrata nelle agevolazioni della zonizzazione dell'87.3.C , ma tutto al Consorzio Industriale è fermo da mesi.
«Considerando che l'attuale situazione rende già di fatto irrealizzabili investimenti che sono in corso – ha aggiunto il presidente di Apindustria – è difficile ipotizzare qualsiasi azione di marketing volta ad attrarre investimenti sul territorio grazie all'87.3.C».
La denuncia di Apindustria viene fuori dopo mesi di lamentele e rimostranze di diversi imprenditori impigliati nella rete burocratica del Consorzio. La gestione è paralizzata, dicono gli imprenditori, e bisogna attendere diversi mesi anche solo per il rilascio di semplici pratiche di routine. E' per questo che la strada più corta da seguire, per le aziende, è la fuga.
Già nel luglio dello scorso anno Apindustria organizzò una riunione con i segretari di partito (le nomine del cda sono di competenza
regionale) per illustrare la difficile situazione in cui versavano i nuclei industriali ricadenti sotto la gestione del Consorzio Industriale, presieduto da Bruno Chelli (ex Idv). All'epoca erano 160 le richieste di assegnazione dei lotti per insediamenti che giacevano sulle scrivanie del Consorzio, alcune risalivano al 2001, e nessuna aveva trovato risposta.
«Unico risultato apprezzabile dell'incontro – ricorda il segretario generale Massimiliano Mari Fiamma – fu una seconda riunione con il cda che inviò a mezzo raccomandata una richiesta a tutti gli imprenditori per verificare se erano ancora interessati ad insediarsi in quelle aree. Fu dato un termine di 60 giorni per la risposta al termine del quale sembrerebbe che le risposte di conferma siano state 45, ma non sappiamo cosa sia stato fatto dopo».
La situazione non va meglio per quanto riguarda le infrastrutture e la fornitura di servizi essenziali alle imprese. Tutte le aziende insediate nella zona di Campo di Pile, lato Dompè, non sono raggiunte dal gasdotto. Apindustria si è attivata e grazie ad un accordo con Enel Gas si sarebbe dovuto risolvere tutto, «ma le inadempienze degli amministratori del Consorzio hanno vanificato ogni nostro sforzo», sottolinea Luciano Mari Fiamma. Anche nella zona di Monticchio vengono segnalati disagi con Enel Gas, che richiede 14.000 euro ad azienda per 100 metri di tubo per l'allaccio alla linea del gas, e con lo stesso Consorzio che, avendo sbagliato i preventivi per i lavori di urbanizzazione della seconda zona, pretende un ulteriore esborso da aziende che hanno già costruito. Altro problema infrastrutturale per il quale Apindustria procederà per vie legali con Telecom è legato al disservizio per la telefonia a Campo di Pile: le linee, dice l'Associazione, sono inadeguate e l'Adsl non funziona correttamente.
Inoltre, una parte dei lotti siti nei nuclei di Bazzano e Monticchio non possono essere edificati, secondo un vincolo posto dalla Regione che li ha dichiarati a rischio inondazione.
«Nonostante l'ente sia ormai paralizzato – afferma il presidente di Apindustria – il Consorzio continua a sovraccaricare la struttura.
Sarà nominato a breve, infatti, un nuovo direttore, pur sapendo che non ci sono risorse a disposizione».
Mara Iovannone 18/07/2007 9.32