Don Orione, dipendenti in rivolta, il direttore: «chiedo pazienza»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Stipendi arretrati relativi agli anni 2004-2005-2006 per un totale di 525 mila euro che non sono arrivati. Circa un miliardo di vecchie lire, più o meno 3mila euro per ciascuno dei 160 dipendenti del don Orione che stanno ancora aspettando.

PESCARA. Stipendi arretrati relativi agli anni 2004-2005-2006 per un totale di 525 mila euro che non sono arrivati. Circa un miliardo di vecchie lire, più o meno 3mila euro per ciascuno dei 160 dipendenti del don Orione che stanno ancora aspettando.

La situazione è critica nel più importante centro di riabilitazione di Pescara e questa mattina i lavoratori si sono riuniti in assemblea dalle 10 alle 12 creando disagi ai servizi ambulatoriali e non solo.
«La protratta insolvenza», ha spiegato oggi a PrimaDaNoi.it don Natale Fiorentino, direttore della struttura da cinque anni, «da parte delle Asl di Pescara e Chieti sono il nostro vero problema. L'ultimo pagamento da parte dell'Asl di Pescara risale a settembre 2006 e ancora a prima quello di Chieti».
Lo scorso 10 luglio sono stati regolarmente pagati gli stipendi ma il futuro è una grossa incognita anche perché non si è trovato l'accordo con la banca per ottenere prestiti ed interessi passivi «ragionevoli» per avere materialmente il denaro per continuare a pagare.
Ma di non retribuire i suoi dipendenti don Natale non ci vuole
pensare: «abbiamo sempre fatto i salti mortali e continueremo a farli.
chiedo ai miei collaboratori di avere un po' di pazienza. Il buon andamento dell'Istituto», ha spiegato ancora il direttore, «deve essere voluto da tutti indistintamente, dalla direzione, agli operatori agli organismi pubblici».
Anche se per il futuro le previsioni non sono buone: «purtoppo non vogliamo dirlo e io scongiuro che accada ma nel budget del 2008 c'è un taglio del 17% delle spese, e poi ancora un -18% nel 2009. Questo vuol dire che in due anni perderemo il 35% delle nostre forze lavoro e servizi».
Eppure l'istituto nel corso degli anni è diventata una delle realtà più importanti ed eroga prestazioni sanitarie e sociali dirette al recupero funzionale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali. Assiste ogni anno 1200 persone con servizi a domicilio, ambulatoriali, degenza diurna e degenza a tempo pieno per 15 posti a disposizione.
Eppure proprio l'altro ieri la Regione ha varato il nuovo piano che secondo l'intera giunta consentirebbe di limitare gli sprechi ma di mantenere allo stesso tempo un livello qualitativo alto delle prestazioni.
Cosa che in questo caso non avviene, visto che le prestazioni per ora si sono fermate per protesta ma potrebbero cessare del tutto.
Rimane senza spiegazioni invece la insolvenza della Asl denunciata dal responsabile del centro.

A.L. 11/07/2007 13.02