La Carispaq contro l’Università: si ritira dal bando per il servizio tesoreria

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E’ polemica dopo il ritiro della Carispaq, la banca aquilana, dal bando dell’Università per l’assegnazione del servizio di tesoreria dello stesso Ateneo. La banca contesta il metodo di valutazione delle offerte dicendo di non essere d’accordo sul fatto che il maggior coefficiente di punteggio, pari al 35% del totale, sia stato attribuito alla voce “benefit” e “sponsorizzazioni”.
Un punteggio del 65% è stato attribuito invece alle voci “parametri economici, organizzativi, servizi” (informatizzazione, servizi di monitoraggio, finanziamenti finalizzati, anticipazioni), che sono quelle qualificanti del servizio di tesoreria
Il Direttore Amministrativo dell'Ateneo Aquilano, Filippo Del Vecchio, interviene, a nome del Consiglio di Amministrazione, contestando la decisione e le critiche dell'istituto bancario.
La notizia della rinuncia da parte della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila a partecipare al bando emanato dall'Ateneo aquilano per l'aggiudicazione del servizio di tesoreria per il periodo 2008-2012, ha destato non poca sorpresa tra i vertici accademici e amministrativi dell'Università dell'Aquila, non tanto per la scelta in sé, quanto per le motivazioni addotte.
«L'Università dell'Aquila», ha spiegato Del Vecchio, «attraverso i suoi organi competenti in materia, ha deciso di affidare ad una Commissione presieduta dal prof. Pier Ugo Foscolo un approfondimento delle problematiche connesse all'affidamento della gestione del proprio servizio di Tesoreria. Tale Commissione ha presentato una relazione in cui sono state fornite indicazioni da inserire nel bando di gara relative ai requisiti minimi e alle condizioni premianti e migliorative, che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione, che ha deliberato all'unanimità nell'adunanza del 30 maggio u.s. di tenerne conto ai fini della scelta dell'offerta più vantaggiosa. D'altra parte, è quanto meno strano che l'Università non possa attribuire un punteggio elevato a quelle che possono rappresentare importanti risorse finanziarie per il suo funzionamento, in un momento di razionamento dei finanziamenti al sistema universitario nazionale. Non solo è giusto, ma è doveroso per un'istituzione pubblica come l'Università riuscire a capitalizzare al meglio, proprio in termini di benefit e sponsorizzazioni, le possibilità economiche che possono derivare dal dare in gestione il proprio servizio di tesoreria, che è in grado di muovere ingenti risorse finanziarie».
Così viene giudicato «paradossale» che proprio una Banca, («cioè l'espressione più paradigmatica dello spirito del capitalismo»), accusi di “mercantilismo” un'Istituzione pubblica che, «attraverso modalità corrette e trasparenti, vuole legittimamente aggiudicare “al miglior offerente” il proprio servizio di tesoreria».
«Ed è ancora più paradossale», continua Del Vecchio, «perché si tratta di quegli stessi istituti che si lamentano della mancanza di competitività e di condizioni per dare espressione al libero mercato nel nostro territorio.
In tal senso, rispettiamo la decisione della Carispaq di non partecipare al bando di gara ma, francamente, le motivazioni addotte non possono non suscitare stupore e perplessità. Evidentemente competitività e libero mercato sono condizioni che devono valere per tutti i settori della vita sociale ed economica, ma non per le Banche o almeno per alcune di esse».

11/07/2007 11.18