Sito delle agenzie delle entrate bloccato, pagamenti imposte nel caos

Alessandro Biancardi

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LA PROTESTA. Il sito della agenzia delle entrate ieri era bloccato. Anche oggi c'è qualche difficoltà per visualizzare le pagine e l'emergenza non sembra ancora rientrata. Il presidente del consiglio nazionale dei dottori commercialisti Antonio Tamborrino ha così richiesto una proroga per il pagamento delle tasse in scadenza in questi giorni.
Tamborrino lo ha fatto con un telegramma inviato a Prodi, Padoa Schioppa, Visco, segnalando che «da tutte le regioni italiane stanno pervenendo preoccupate e allarmate indicazioni da parte di colleghi commercialisti» perchè ieri, ultimo giorno utile per il pagamento delle imposte, e' stato «assolutamente impossibile procedere al collegamento via internet alla sezione dei servizi telematici del sito dell'Agenzia delle Entrate per accedere ai pagamenti e a tutti i servizi».
Le prime segnalazioni sulla difficoltà nei collegamenti sono pervenute sin da venerdì scorso. E proprio per ieri, in coincidenza con la scadenza dei pagamenti erano previsti interventi di manutenzione sul sito che hanno mandato in tilt le Agenzia delle Entrate.
E intanto si scopre che il 65-70% dei lavoratori autonomi soggetti agli studi di settore verserà le imposte entro l'8 agosto anzichè alla scadenza prevista, dopo la proroga, per il 9 luglio.
La stima arriva dalla Cgia di Mestre: «La situazione di caos che si e'
venuta a creare in queste ultime settimane ha costretto molti contribuenti a far slittare il pagamento, il che comporterà l'applicazione di una maggiorazione dello 0,40% sul totale delle tasse da versare all'Erario». E' questo il commento del segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «Responsabile di questa situazione - prosegue Bortolussi - è il vice ministro Visco che ha gestito unilateralmente le novità applicate agli studi di settore e solo negli ultimi 15 giorni, a seguito delle giuste proteste sollevate dalle categorie, e' stato costretto a rivedere le sue posizioni e a siglare un accordo riparatore con queste ultime» .
«Alla fine - conclude Bortolussi - l'ostinazione di Visco si e'
scaricata sui contribuenti e su coloro che sono chiamati a redigere le dichiarazioni dei redditi. Tutto questo in palese violazione delle piu' elementari norme di chiarezza e di trasparenza delle disposizioni tributarie che un Paese civile dovrebbe garantire ai suoi contribuenti».

10/07/2007 9.05