De Cecco: grandi manovre per sbarcare in Borsa

Alessandro Biancardi

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FARA SAN MARTINO. Se ne parlava da settimane poi ieri un incontro che viene definito molto importante per il futuro della impresa di una delle famiglie più potenti e importanti della regione. Ieri, infatti, Gabriele Galateri di Genola, fino a pochi giorni fa presidente ed ora consulente esterno di Mediobanca, è stato ospite del Pastificio F.lli De Cecco S.p.A. di Fara San Martino. La visita era già stata programmata negli scorsi mesi di marzo e maggio, quando Galateri era ancora al comando dell’istituto di investimento, ma più volte rinviata per sopraggiunti impegni da ambedue le parti.
FARA SAN MARTINO. Se ne parlava da settimane poi ieri un incontro che viene definito molto importante per il futuro della impresa di una delle famiglie più potenti e importanti della regione.

Ieri, infatti, Gabriele Galateri di Genola, fino a pochi giorni fa presidente ed ora consulente esterno di Mediobanca, è stato ospite del Pastificio F.lli De Cecco S.p.A. di Fara San Martino. La visita era già stata programmata negli scorsi mesi di marzo e maggio, quando Galateri era ancora al comando dell'istituto di investimento, ma più volte rinviata per sopraggiunti impegni da ambedue le parti.

L'ex amministratore delegato della Fiat ha visitato lo stabilimento e si è trattenuto a colloquio con il presidente del Gruppo, il Cavaliere del Lavoro Filippo Antonio De Cecco.
«Un incontro istituzionale», dicono dall'azienda, «legato al desiderio, più volte espresso da Galateri, di conoscere da vicino la realtà industriale De Cecco, uno dei gruppi più solidi dell'economia nazionale, esempio di eccellenza italiana in tutto il mondo, forte di una tradizione ed una storia di 121 anni».
I soci del pastificio hanno deciso di esaminare progetti di quotazione in borsa ed il colloquio tra De Cecco e il manager è stato un'occasione soprattutto per parlare delle prospettive future del Gruppo alimentare abruzzese che recentemente ha affidato al Prof. Luigi Prosperetti, ordinario di economia politica presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, il compito di predisporre un prospetto informativo per l' eventuale quotazione.
Una scelta di questo tipo potrebbe significare per l'azienda maggiori possibilità di crescita, autofinanziandosi, uno sviluppo forse esponenziale della produzione e degli investimenti.
«Nella governance futura della De Cecco», dicono sempre dal pastificio, «potrebbe esserci anche la figura di un amministratore delegato non appartenente alla celebre famiglia di pastai, un manager esterno di lungo corso con competenze specifiche che garantirebbe successo e continuità nei risultati».
Quattro importanti istituti di credito (Gp Morgan, Banca Intesa, Mediobanca, Merrill Lynch) stanno attualmente studiando la situazione patrimoniale e finanziaria, le performance economiche, l'evoluzione dell'attività della De Cecco al fine di elaborare progetti di quotazione in borsa che saranno poi valutati dalla famiglia di imprenditori che, conseguentemente, si pronuncerà sull'ingresso in borsa o meno.
«Qualora si optasse per la quotazione, i tempi non sarebbero brevi», spiega Filippo Antonio De Cecco, «per via di una serie di passaggi obbligati, tra cui le determinazioni della Consob, la variazione dello statuto societario e l'accorpamento delle diverse società afferenti al gruppo sotto una unica ragione sociale. Galateri di Genola si è detto positivamente impressionato dalla nostra realtà, constatando che la qualità dei prodotti finiti non poteva che essere il risultato di altrettanta qualità nella tecnologia, nei metodi e nelle risorse umane. In particolare, il manager si è detto colpito dall'attaccamento al lavoro dimostrato dai dipendenti dell'azienda».

07/07/2007 10.22