Chiodi:«Per abbassare la TIA c’è una sola scelta: dotarsi della discarica»

Alessandro Biancardi

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Chiodi:«Per abbassare la TIA c’è una sola scelta: dotarsi della discarica»
TERAMO. «Ecco la prova: è assolutamente necessario dotarsi di una discarica. Solo così sarà possibile diminuire la Tia; non c’è altro modo». Il Sindaco di Teramo commenta con queste parole la notizia relativa alla Tariffa sui rifiuti solidi urbani e al suo incremento. TUTTA LA VICENDA DELLA DISCARICA "LA TORRE"
La vicenda è nota: l'emergenza è stata determinata dal crollo avvenuto nel febbraio del 2006. La situazione ha costretto il Comune a conferire i rifiuti urbani in una discarica esterna, e ciò ha comportato inevitabilmente, anche per i meccanismi connessi al nuovo sistema tariffario introdotto con il Decreto Ronchi, l'aumento della relativa tassazione.
L'amministrazione comunale ha già proposto – e messo in atto tutti i relativi adempimenti - di ampliare la discarica La Torre.
Ma la Regione Abruzzo ha di fatto bloccato l'iter.
Il prossimo 3 settembre scadranno (senza possibilità di proroga) i termini che consentono lo smaltimento dei rifiuti in discariche esterne al territorio. L'avvicinarsi del termine, ricorda il Sindaco, apre prospettive di precarietà e incertezza che potrebbero portare ad una situazione simile a quella in corso in Campania.
Nelle città di Chieti e Pescara la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti è più bassa di quella di Teramo ma anche qui si conferma la necessità indicata: le due città, infatti, dispongono di una discarica, a differenza di Teramo, ed ecco la ragione del minor costo della tariffa.
Il Sindaco ha già invitato i colleghi sindaci, la provincia e la Regione ad adoperasi per non farsi trovare impreparati ed è recentemente tornato a proporre in forma ufficiale e diretta l'ampliamento della discarica La Torre, intravvedendo in ciò l'unica soluzione efficace non solo per il Comune stesso ma anche per gran parte della provincia.
L'ampliamento della discarica potrà essere attivato in soli 4 mesi anche in virtù dell'utilizzo delle infrastrutture, dei servizi di base, del personale comunale, della viabilità, dello stoccaggio dei percolati, degli allacci energetici e dell'utilizzo degli altri impianti tecnici presenti nel bacino esistente.
«E' questa», ricorda il Sindaco Gianni Chiodi, «l'unica risposta concreta e reale all'emergenza rifiuti e l'unica strada che consentirà di abbassare le tariffe che i cittadini oggi pagano».

06/07/2007 10.25

L'UNIONE CONTESTA

«Il sindaco accumula ancora una volta soltanto omissioni e inesattezze tese esclusivamente a tentare di coprire l'inefficienza propria e della giunta nella gestione dei rifiuti».
E' quanto dice oggi Lino Befacchia per l'Unione.
«La realtà dei fatti», aggiunge, «è che i partiti del centrosinistra, con le azioni promosse già dal 2005 e culminate con la protesta di piazza del giugno del 2007, avevano ed hanno ragione e l'amministrazione comunale, con una giunta che vanta ben due assessori all'ambiente, caso probabilmente unico nel panorama amministrativo Italiano, non ha imbroccato ad oggi una sola scelta giusta per la gestione dei rifiuti. Il crollo della discarica è avvenuto dopo due anni di amministrazione Chiodi in cui si è proseguito l'utilizzo dell'impianto nonostante l'allarme lanciato da cittadini, associazioni e partiti del centrosinistra, con la memorabile conferenza stampa di Rabbuffo dieci giorni prima del disastro in cui il vice sindaco affermava che la situazione era assolutamente sotto controllo».
«La reale responsabilità dell'aumento dell'84% dei costi», conclude Befacchia, «è l'inopportuna applicazione della TIA in luogo della TARSU, con conseguente ripartizione sui cittadini dell'intero costo e l'utilizzo di parametri sbagliati e penalizzanti per famiglie, commercianti e categorie produttive, senza che vi fosse obbligo di legge ma solo per fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei teramani. Tant'è che comuni che conferivano i propri rifiuti alla discarica La Torre, come Castellalto, con la conservazione del regime TARSU attualmente prelevano ai propri abitanti circa un terzo di quanto pagano i teramani».
06/07/2007 13.52