Derubavano le biglietterie automatiche delle Fs: incastrati dal Grande Fratello

Alessandro Biancardi

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Derubavano le biglietterie automatiche delle Fs: incastrati dal Grande Fratello
PESCARA. La loro specialità erano i distributori automatici nelle stazioni ferroviarie. Meglio quelle senza personale. Riuscivano in pochi minuti e con un semplice cacciavite a neutralizzare i piccoli lucchetti a protezione dell'incasso che poteva variare da 2.000 a 7.000 euro. I furti con scasso si verificavano quasi sempre durante le ore notturne e nella tranquillità delle stazioni disabitate e deserte.
La polizia ferroviaria di Pescara ha individuato nelle settimane scorse nove persone che sono finite in carcere accusate di almeno 33 furti e rapine perpetrati in moltissime stazioni della dorsale adriatica dalla Puglia al Veneto.
Gli inquirenti hanno contestato alla banda di rumeni, individuati come gli autori, definiti anche «violenti» l'associazione a delinquere, individuando in totale 20 persone, mentre per un altro numero imprecisato le indagini continuano.
I furti venivano realizzati quasi sempre da gruppi di tre o quattro persone alla volta ma nonostante le mille accortezze, a tradire i malviventi rumeni è stata la tecnologia: i cellulari che avevano sempre con sé e una certa voglia di raccontare le proprie gesta al telefono con altri connazionali della banda.
A chiudere il cerchio sono arrivate le immagini delle telecamere a circuito chiuso di moltissime stazioni che, secondo gli inquirenti, costituiscono prove inconfutabili della colpevolezza dell'associazione di ladri.
Ed è stato grazie alla triangolazione dei dati emersi dalle intercettazioni telefoniche (dati che riescono a fornire lo spostamento geografico in tempo reale dell'utente), dal contenuto delle stesse conversazioni e delle immagini delle telecamere ad inchiodare i singoli autori di ogni colpo.

I 33 COLPI

Gli inquirenti hanno potuto accertare responsabilità precise per i furti avvenuti tra dicembre 2006 e il mese di giugno 2007 ai danni delle biglietterie automatiche delle stazioni Fs di Alanno (Pe), Scafa (Pe), Chiaravalle (An), Narni (Tr), Castelraimondo (Mc), Trevi (Pg), Montesilvano (Pe), Silvi Marina (Te), San Vito e Ortona (Ch), Gualdo Tadino, Larino (Cb), Trinitapoli (Fg), Bisceglie (Ba), Trani (Ba), Francavilla al mare (Ch) Pedaso (Ap) Ascoli Piceno, Porto Sant'Elpidio, Termoli (Cb), Fossacesia (Ch), Teramo, Marzano (Ud), Basiliano (Ud), Sacile (Pd), Capalbio (Gr), Falconara.

L'INIZIO DELLE INDAGINI

L'indagine inizia con una denuncia presentata alla procura della Repubblica di Pescara lo scorso 27 gennaio dalla stessa polizia ferroviaria che descriveva un furto con danneggiamento avvenuto pochi giorni prima nella stazione ferroviaria di Montesilvano.
Gli autori del gesto, dopo aver forzato con appositi strumenti la macchina che emette i biglietti e gli abbonamenti Fs avevano portato via soldi contenuti al suo interno e si erano dati alla fuga.
Tuttavia dalle riprese dalle telecamere del circuito chiuso poste nella stazione si era potuto individuare un gruppo di tre ragazzi che avevano soggiornato per tutta la sera nei pressi, sino a tarda notte, quando poco prima delle due sono passati all'azione commettendo il furto.
Gli inquirenti, a questo punto, avevano in mano solo delle immagini
confuse: i tre ragazzi ripresi in lontananza dalle telecamere.
Non è sfuggito però che almeno in un paio di occasioni i ragazzi ripresi parlavano al telefono.
In questo caso gli elementi a disposizione erano anche gli orari precisi delle telefonate impressi sulle immagini.
E' bastato dunque incrociare i dati dei tabulati telefonici in entrata nella zona di Montesilvano alla data ora per individuare un numero di telefono, quello appartenente al presunto autore del furto.
Ma anche in questo caso gli inquirenti avevano solo un numero di telefono e una voce (la Sim si è rivelata poi essere intestata ad un cinese pare estraneo ai fatti).
Ma tanto è bastato per verificare, dai controlli successivi, la presenza dell'uomo che utilizzava lo stesso cellulare nei luoghi esatti in cui si erano verificati altri identici furti con scasso alle biglietterie automatiche.


L'IDENTIFICAZIONE DEL PRIMO ROMENO


E' stato solo nel mese di marzo, tuttavia, che in una conversazione ascoltata dai poliziotti l'utilizzatore del cellulare sotto controllo, parlando con un suo connazionale, lo informava che sarebbe passato per Roma verso le 22.46.
Così, ancora una volta, incrociando i dati che provenivano dai tabulati telefonici, è stato possibile con certezza stabilire che l'uomo si trovava su un treno e proveniva da Falconara Marittima.
A questo punto i colleghi della polizia ferroviaria di Roma allertati da Pescara sono saliti sul treno e sono riusciti materialmente ad identificare i tre cittadini rumeni simulando un normale controllo di polizia.
Dalle informazioni assunte quella sera è stato poi molto semplice per gli inquirenti risalire alla rete di contatti e agli altri romeni che si dedicavano con frequenza allo stesso tipo di azioni delinquenziali (anche perchè molte venivano raccontate al telefono).

La banda era composta da 23 persone, ma solo su 12 di loro sono state trovate prove di colpevolezza.
Alcuni erano già stati arrestati in flagranza di reato e poi scarcerati.
Altre sette persone sono indagate a piede libero.
I nove arrestati sono: Ioan Dorel Pocol Prunariu, Sergiu Eugen Tusinean, Antohi Sorin, Sile Bocz detto Romeo, Marian Doru Vasilian, Cristian Marius Dumitru, Viorel Tudor, Calin Crisan, Dumitru Elenei.


05/07/2007 9.17