Confesercenti:«Ennesimo centro commerciale: un errore che pagheremo caro»

Alessandro Biancardi

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Confesercenti:«Ennesimo centro commerciale: un errore che pagheremo caro»
CITTA’ SANT’ANGELO. «Nonostante sia stato dimostrato che il saldo occupazionale è negativo, che nel loro complesso i prezzi non sono più bassi, che il rapporto di fiducia con i consumatori viene del tutto a mancare, in alcune aree come quella di Città Sant'Angelo si continua a preferire una corsa antistorica e fuori tempo massimo alla grande distribuzione. Un fatto che continuiamo a giudicare in maniera del tutto negativa».
Lo afferma la direzione di Confesercenti Pescara, dopo aver appreso della creazione di nuovi insediamenti commerciali di grandi dimensioni a Città Sant'Angelo.
La zona è storicamente il primo polo di insediamento dei centri commerciali dei primi anni novanta e si contrappone all'altra che si snoda lungo la Tiburtina (meno di 10 chilometri in linea d'aria) che oggi conta oltre 10 centri commerciali di grandi dimensioni.
Da sempre le associazioni degli esercenti lamentano la “concorrenza sleale” dei grandi gruppi che spesso danneggiano i piccoli centri ed i piccoli negozi contribuendo al cambiamento radicale di abitudini e cultura.
«La scienza economica», dice Confesercenti, «ha dimostrato da anni che questi grandi insediamenti non solo arrecano danni enormi al tessuto delle piccole e medie imprese, che sono l'articolazione e la spina dorsale dell'economia del centro Italia, ma non si fa neppure un favore ai consumatori, ai quali si prospetta un futuro senza poter contare sul rapporto di fiducia con le imprese commerciali, con centri storici deserti e l'obbligo di salire a bordo dell'auto per qualunque acquisto».
«Un futuro» spiega l'associazione, «nel gelo di quella grande distribuzione che in tutta Europa sta facendo passi indietro. Il commercio va programmato secondo regole certe, nel rispetto dei diritti dei consumatori e nel rispetto del lavoro delle piccole e medie imprese. Non si può parlare di turismo» dice ancora la direzione di Confesercenti «e poi pensare che i turisti possano essere folgorati da centri storici deserti. Così non si va da nessuna parte. Diciamo di sì allo sviluppo verso la costa, che è inevitabile, ma questo sviluppo a differenza del passato va governato, evitando strappi e desertificazioni che oggi non sarebbero più accettabili. E' da qui che si riconosce la modernità di un'amministrazione, non certo da presunte gare con altri centri dell'area urbana a chi mette per primo la parola fine sulle piccole e medie imprese».
04/07/2007 11.41