Il Consiglio di Facoltà mette fine al Master Mattei che approda a Roma

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La decisione definitiva l'ha presa ieri mattina il consiglio di Facoltà di Scienze Politiche. «Il Master Enrico Mattei in Medio Oriente non verrà riproposto per l'anno accademico 2007/2008 perché si è dimostrato non coerente con gli obbiettivi formativi complessivi della Facoltà».
Una dichiarazione scarna che arriva dall'università, affidata ad un comunicato stampa che mette così fine a mesi di controversie tra la Facoltà e il docente Claudio Moffa.
«Il preside Pepe», ha ribattuto il coordinatore del Master, Moffa, che sarà spostato a Roma, «non ha dato alcun esempio concreto sulla mancanza di "coerenza". In cosa, in quale aspetto, il Master sarebbe stato "incoerente"? Perché non si parla di Faurisson? Forse perché Faurisson non è più abbinabile al master fin dal 10 maggio scorso?».
Moffa parla addirittura di «una chiara espressione di fascismo accademico: una tendenza che, nata con la sciagurata riforma Berlinguer e diffusasi sia negli Atenei – con l'alibi di una falsa "autonomia universitaria" che rende in realtà la docenza subalterna a "poteri forti" extraaccademici – sia nelle scuole medie, finisce per creare un terreno favorevole all'invasività da parte del Preside e dell'organo collegiale da esso presieduto del campo di lavoro del singolo insegnante, in violazione del principio costituzionale della libertà di insegnamento».
Una storia controversa dalle mille sfaccettature che ha fatto saltare sulla sedia molte persone ed ha visto la mobilitazione “culturale” di moltissimi studiosi e della politica.
A colpi di media si è consumata questa vicenda che ora emigra a Roma, città più grande e forse meno propensa agli “scandali”.

04/07/2007 10.21