Guido Dezio: sul concorso contestato ecco la risposta del Comune

Alessandro Biancardi

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APPROFONDIMENTO. PESCARA. Una interrogazione comunale da parte dell'opposizione, e una interrogazione parlamentare presentata dal Senatore Pastore ai ministri dell'Interno e per le riforme nella pubblica amministrazione insinuavano dubbi sulla regolarità del concorso che ha decretato la stabilizzazione come dipendente comunale e dirigente del braccio destro del sindaco D'Alfonso, Guido Dezio, già committente del primo cittadino nelle ultime elezioni amministrative ed ora indagato nella maxi inchiesta sulla politica.
A ripercorrere la trafila, giudicata «più che regolare», è il dirigente del personale Gaetano Silveri. L'argomento è strettamente tecnico e particolareggiato.

LA CRONOLOGIA DEI FATTI: IL CONCORSO VIENE BANDITO

Il concorso pubblico è stato indetto con delibera di Giunta Comunale del 28 giugno 2005 e prevedeva la copertura di due posti di dirigente amministrativo a tempo indeterminato.
L'art. 4 del Bando di concorso, nell'elencare i requisiti per l'ammissione, recita, tra l'altro, «Sono inoltre, ammessi coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni, purchè muniti di diploma di laurea».
«Detta precisazione, peraltro, è pienamente conforme al disposto dell'art. 28 del Decreto Legislativo 165/01, in materia di accesso alla dirigenza», scrive Silveri. «Il 3 maggio 2006 Dezio ha inoltrato domanda di partecipazione al concorso, tramite il sito internet del Comune di Pescara, dichiarando di avere i requisiti di ammissione. A seguito del superamento della prova di preselezione, il dirigente del settore risorse umane del Comune (con nota pro1. n. 87983 del 10/08/06), ha richiesto, ai candidati ammessi alle successive prove scritte, una «specifica dichiarazione circa il possesso dei requisiti necessari per la partecipazione al concorso da far pervenite entro il
15 settembre».
Proprio quel giorno, ricostruisce ancora Silveri, Dezio ha inviato al presidente della commissione di concorso la dichiarazione, che al punto "E" dice:«Di aver ricoperto incarichi equiparati a quelli dirigenziali e di ricoprire allo stato attuale un incarico dirigenziale presso Pubbliche Amministrazioni, per un periodo di almeno cinque anni e precisamente:
• Regione Abruzzo dal 22/05/2000 al 31/12/2000 - incarico equiparato a quello dirigenziale; • Regione Abruzzo dal 02/02/2001 al 31/05/2003 - incarico equiparato a quello dirigenziale; • Comune di Pescara dal 22/06/2003 al 21/11/04 - incarico equiparato a quello dirigenziale; • Comune di Pescara dal 22/11/2004 alla scadenza del bando - incarico dirigenziale».

Tale dichiarazione è stata supportata anche dalla nota a firma Achille D'Alessandri (capo di gabinetto del Comune) dalla quale risulta che Dezio ha svolto funzioni equiparate a quelle dirigenziali (dal
20/06/03 al 22/11/04) funzioni dirigenziali (dal 22/11/04 al 26/06/06). Una seconda nota è quella a firma di Giuseppe D'Urbano, (direttore affari della presidenza e legislativi della Regione Abruzzo) «dalla quale si evince», scrive ancora Silveri, «che Dezio ha svolto funzioni "pienamente equiparate a funzioni aventi natura e contenuto dirigenziale",......... ."all'interno di un rapporto convenzionale ex L.R. 10/03/93 n. 15"».
Con atto n. 14 del 18/01/07 il Direttore Generale ha decretato «di prendere atto delle risultanze concorsuali cosi come rimesse al Responsabile del Servizio Programmazione del personale e formazione dal Segretario della Commissione del concorso pubblico per la copertura di n. 2 posti di Dirigente Amministrativo...».
Con nota avente protocollo n. 8452 del 18/01/07 a firma del direttore generale, Guido Dezio, essendosi collocato in posizione utile nella graduatoria di merito, a seguito della verifica del possesso dei requisiti da parte degli uffici competenti, è stato invitato a produrre tutta la documentazione necessaria per la stipula del Contratto di Lavoro.
«A tal proposito si precisa che», aggiunge Silveri, «il direttore generale ha posto in essere tali atti in quanto vacante il posto di dirigente del personale».

IL 22 GENNAIO LA STIPULA DEL CONTRATTO DI LAVORO


In data 22gennaio del 2007 è stato stipulato il contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato tra il Comune di Pescara, con decorrenza 1° febbraio 2007.


UN RICORSO AL TAR PENDENTE PER L'ANULLAMENTO DEL CONCORSO


Lo scorso 12 marzo è stato notificato un ricorso presentato al Tar Abruzzo, sezione staccata di Pescara, da Maria Ferrara contro il Comune di Pescara e nei confronti di Guido Dezio per l'annullamento di tutti gli atti impugnati, relativi al concorso per dirigente amministrativo, per «carenza dei titoli».

IL COMUNE SMONTA PUNTO PE RPUNTO L'INTERROGAZIONE


Poi è arrivata l'interrogazione.
Sull'interrogazione il dirigente Silveri precisa anche altri particolari.
«Al terzo punto della premessa», dice, «gli interroganti affermano "che il Dott. Dezio, secondo classificato al concorso, ha dichiarato di aver svolto, tra gli altri dal 22/05/2000 al 31/12/2000 - dal 02/02/2001 al 31/12/20001 - dal 01/01/2002 al 31/12/2002 - dal
01/01/2003 al 31/12/2003, un'attività equiparata a quella di dirigente presso il Consiglio Regionale con contratto a tempo determinato a disposizione del gruppo P.P.I. - Margherita". La premessa sopra riportata appare non precisa sia per quanto riguarda i periodi indicati, sia per la tipologia e la natura dell'attività svolta, in quanto nella dichiarazione resa dal Dott. Dezio si parla si "incarico equiparato a quello dirigenziale" e non di "attività equiparata a quella di dirigente", nei periodi dal 22/05/2000 a 31/12/2000 e dal 02/02/2001 al 31/05/2003. E' poi da rilevare che né nella dichiarazione del Dott. Dezio né in quella del Dott, D'Urbano è specificato il Gruppo Consiliare ove il Dott. Dezio ha prestato servizio».

Al quarto punto della premessa gli interroganti, riguardo la natura del rapporto intercorso, affermano testualmente «Che a conferma di quanto sopra, ha allegato una dichiarazione a firma del Dott, Giuseppe D'Urbano, dirigente presso al Presidenza del consiglio Regione d'Abruzzo».
«Anche tale indicazione», ribatte il Comune,«appare non corrispondente al vero in quanto D'Urbano, nella sua dichiarazione, si limita a citare i rapporti convenzionali intercorsi tra la Regione Abruzzo e Dezio e non fa assolutamente riferimento ad un contratto di lavoro a tempo determinato, né quantomeno a tempo indeterminato».


«NESSUN CONTRASTO TRA LE DICHIARAZIONI DEI DIRIGENTI REGIONALI»


Il settimo punto dell'interrogazione comunale recita testualmente: «è evidente la discrasia tra le due dichiarazioni provenienti da due dirigenti del medesimo Ente».
«Tale affermazione appare suggestiva», spiega il dirigente del personale, «in quanto le dichiarazioni in discorso hanno diversità di
oggetto: infatti, se risulta dalla documentazione in atti che Dezio non ha mai prestato servizio al Consiglio regionale come dipendente né a tempo determinato né a tempo indeterminato, è pur vero che non emerge alcun contrasto con la dichiarazione di D'Urbano, essendo essa fondata espressamente sulla prestazione da parte di Dezio della sua opera professionale presso il Consiglio regionale, con rapporto convenzionale».
Al punto nono delle premesse dell'interrogazione si afferma «che, a ciò va aggiunto che presso i gruppi politici del Consiglio regionale, in base alla normativa vigente, non può essere assegnato personale di categoria dirigenziale».
«A parte la non strettissima attinenza di tale aspetto con la vicenda in esame», replica il Comune, «nel merito ciò risulta vero tenuto conto di quanto disposto dalla L.R. 9 maggio 2001, n. 18, ma anche in questo caso l'affermazione appare non rilevante, non avendo avuto Dezio un rapporto contrattuale a tempo determinato».

I punti dieci, undici e dodici delle premesse sembrano diretti a dimostrare che l'attività svolta da Dezio «non si sarebbe mai potuta concretizzare in un'attività di contenuto dirigenziale......» ed inoltre che mai «l'attività ivi svolta da un soggetto con contratto esterno possa dare luogo ad un riconoscimento dello svolgimento di un'attività equiparata a quella di dirigente, esclusa per legge».
«A tal proposito, nel rammentare che la Commissione si è correttamente attenuta al contenuto della documentazione esibita da Dezio per verificare la presenza dei requisiti», spiega Silveri, «non sembra inopportuno ricordare, in punto di merito, che la legge regionale 9 maggio 2001, n. 18, recante "Consiglio regionale dell'Abruzzo, autonomia e organizzazione", all'art. 6 prevede l'istituzione delle segreterie dei gruppi consiliari, quali strutture si supporto, munite di locali, mezzi strumentali e risorse finanziarie. Per ciascun gruppo può essere assunto personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, pieno o parziale, con le modalità e le condizioni prescritte nell'art. 9, nei limiti di cui alla tabella "B" della legge in parola. Appare evidente che la ratio legis è quella di dotare il legislatore di una struttura di supporto con compiti "di ufficio", a capo della quale è posizionata una figura professionale qualificata.
Nel caso in esame, invece, il rapporto di lavoro di Dezio con il Consiglio Regionale è fondato sull'art. 2, lettera 1, della L.R.
10/03/93, n. 15, "ricerche, collaborazioni e consulenze professionali"».
Le attività oggetto dell'incarico, come precisato nella dichiarazione di D'Urbano, in definitiva per il Comune, «si sono rese necessarie per un supporto alla "struttura speciale di segreteria" poiché "non sussistono le professionalità adeguate", all'interno della struttura di riferimento».

Tuttavia nel merito tali dichiarazioni potranno essere confutate solo dal giudice del Tar pure adito che si pronuncerà nei prossimi mesi circa la regolarità delle procedure adottate.

03/07/2007 8.56