Pirateria, sgominata banda pescarese. Dentro anche due dipendenti ministeriali

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1881

PESCARA. Ci sono anche dipendenti pubblici (del ministero dell’Interno e della Giustizia) tra le 35 persone denunciate dalla polizia postale di Pescara in una vasta operazione antipirateria durata oltre un anno. I loro ruoli tuttavia non sono stati meglio precisati ma potrebbero essere non secondari.  
PESCARA. Ci sono anche dipendenti pubblici (del ministero dell'Interno e della Giustizia) tra le 35 persone denunciate dalla polizia postale di Pescara in una vasta operazione antipirateria durata oltre un anno.
I loro ruoli tuttavia non sono stati meglio precisati ma potrebbero essere non secondari.

 

Le indagini partite da segnalazioni e appostamenti avvenuti nella zona della stazione centrale di Pescara, nei pressi del notissimo mercato degli extracomunitari, ha permesso, nel corso dei mesi, di scovare oltre 12 laboratori artigianali dove venivano riprodotti cd e dvd che poi venivano smerciati principalmente nella piazza pescarese, anche se una parte prendeva posto su banconi anche fuori regione.
I laboratori sono stati sequestrati insieme a moltissimo materiale contraffatto (per un valore approssimativo di circa 400mila euro) e si trovavano tra Pescara, Chieti, Francavilla e Spoltore.
Dalle osservazioni dei mercatini gli agenti della Polpost sono riusciti a risalire al mercato all'ingrosso ed ai produttori che prendevano dai venditori, per lo più senegalesi, le ordinazioni direttamente o tramite intermediari: era una organizzazione piramidale, con al vertice gli italiani che gestivano la produzione e la distribuzione della merce e gli extracomunitari che, invece, erano addetti alla vendita.
Ogni produttore si occupava di un determinato tipo di merce (cd musicali, videogiochi e software, dvd con film) e effettuavano vendite anche on line.
Oltre che nell'area di risulta della stazione di Pescara la vendita al pubblico poteva avvenire in negozi: nei luoghi di rivendita sono stati effettuati sequestri per diversi milioni di euro.
L'organizzazione definita «imponente» si era specializzata soprattutto in contraffazione di prodotti dall'alto ritorno economico come software e videogiochi (piuttosto che film e canzoni) distribuendo materiale “crackato” attraverso programmi (definiti Keygen, ovvero “generatori di chiavi”) che riuscivano a clonare la password (numero di serie) di cui è provvisto ogni programma software originale e farlo “girare” regolarmente sui pc degli utenti.
Presente alla conferenza stampa anche un rappresentante della Siae (la società degli autori) che ha ribadito il concetto che «comprare prodotti contraffatti danneggia il sistema Paese e va a finanziare attività criminali ed illecite».

03/07/2007 15.57