E’ partita la liberalizzazione del mercato energetico. Ecco i consigli

Alessandro Biancardi

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ROMA. È scattata ieri la liberalizzazione del mercato energetico, un cambiamento di fronte al quale molte famiglie potrebbero trovarsi impreparate e disorientate. Onde evitare disguidi e incertezze, l’associazione Codici intende subito mettere in guardia i cittadini e dispensare alcuni consigli per affrontare al meglio questo cambiamento.
1. Innanzitutto bisogna valutare la convenienza della nuova offerta commerciale non soffermandosi solo sul prezzo del servizio, ma soprattutto sono importanti la qualità e tutte le possibili voci di spesa, sia i diritti e gli obblighi del cliente e del venditore stabiliti nel contratto (ad esempio, quanto dura il contratto, con quale frequenza verrà letto il contatore e riceverò la bolletta, quando e in che modo dovrò pagare, cosa succede se pago in ritardo...). Vi sono un numero preciso di informazioni e documentazione che i venditori sono obbligati a fornire ai clienti prima della conclusione del contratto. Tra esse
una scheda sugli obblighi dei venditori, che consente di verificare e analizzare le informazioni ricevute; una scheda di confronto tra la spesa complessiva di un cliente-tipo che decidesse di aderire all'offerta e quella che il medesimo cliente sosterrebbe conservando il contratto a condizioni e prezzi definiti dall'Autorità (condizioni di maggior tutela).

2. Per cambiare venditore, una volta individuata l'offerta che meglio risponde alle proprie esigenze, è sufficiente che il titolare del contratto di fornitura stipuli un nuovo contratto con l'impresa di vendita prescelta. L'impresa di vendita prescelta ha la responsabilità di gestire per conto del cliente la comunicazione del recesso al venditore che viene sostituito. La stessa impresa di vendita si preoccuperà di sottoscrivere e di gestire per conto del cliente, i contratti necessari per fruire dei servizi di trasporto, dispacciamento, distribuzione e misura. I contratti per tali servizi sono necessari per garantire il passaggio dell'energia acquistata dall'impianto di produzione al contatore del cliente.

3. Tener conto che attualmente il tempo necessario per il passaggio effettivo al nuovo venditore può variare da uno a due mesi. Il passaggio effettivo al nuovo venditore non avviene al momento della conclusione del contratto, ma non appena si concludono gli atti curati dal nuovo venditore per la gestione degli aspetti tecnici e commerciali del passaggio. La data prevista per il passaggio effettivo deve comunque essere comunicata dal nuovo venditore al momento della sottoscrizione del contratto.

4. Le operazioni di trasferimento di un cliente da un venditore ad un altro non comportano alcun intervento sugli impianti. Quando si cambia venditore cambia solo la gestione commerciale e amministrativa della fornitura, la continuità del servizio resta assicurata. Diffidate da chi vi vuol cambiare, magari a pagamento il contatore

5. Di norma i clienti domestici non devono sostenere spese per la procedura di sostituzione del venditore. Potrebbe essere però richiesto il pagamento dell'imposta di bollo (Euro 14,62) sul nuovo contratto, nei casi previsti dalla normativa fiscale: contratto di fornitura non redatto sottoforma di corrispondenza commerciale ovvero contratto redatto sottoforma di corrispondenza ma che necessiti di registrazione presso l'Ufficio del Registro (di norma soltanto nel "caso d'uso", ad esempio quando devono essere depositati presso le cancellerie giudiziarie nell'espletamento di attività amministrative o presso pubblici uffici).

6. Durata del contratto, normalmente dura un anno; Vi sono però contratti che prevedono durate superiori potete inoltre contrattare soluzioni personalizzate particolari (come contratti pluriennali) che ovviamente hanno caratteristiche diverse, descritte esaurientemente all'interno del contratto stesso.

7. Interruzione del rinnovo e recesso dal contratto. Il “rinnovo tacito” è una comodità che risparmia tempo burocratico Qualcuno però potrebbe sentire questo automatismo come un obbligo. Nessun problema, in ogni momento dell'anno è possibile interrompere il contratto (recesso) o chiedere che non sia più rinnovato (disdetta).

8.Disdetta.
Si è sempre liberi di richiedere che il contratto non sia rinnovato alla scadenza; per farlo basta mandare una disdetta per raccomandata A\R. entro 30 giorni dalla scadenza del contratto stesso.
02/07/2007 14.33