Il 23 settembre referendum sul piano traffico

Alessandro Biancardi

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Il 23 settembre referendum sul piano traffico
PESCARA. Si terrà il prossimo 23 settembre il referendum consultivo sul piano traffico, le nuove rivoluzioni dell'assessore Mancini (sensi unici, ztl, rampa asse attrezzato..). La data è stata scelta questa mattina in consiglio comunale non senza difficoltà. Una buona notizia per la cittadinanza che così potrà esprimersi nel merito. Ad ogni modo meglio non farsi troppe illusioni su eventuali effetti reali dell’operazione politica.
Quasi novanta i minuti per mettere d'accordo i vari consiglieri e la decisione finale è arrivata con 19 sì e 11 no.
«Sarà il primo referendum della storia del Comune di Pescara», ha detto soddisfatto l'assessore al traffico Mancini, palesando la democrazia di una Giunta che non si è tirata indietro (e non poteva farlo) alle oltre 5 mila firme già raccolte dai cittadini per chiedere il referendum.
Non solo una questione di numeri, secondo l'opposizione, ma una scelta da prendere con decisione per consentire ai cittadini di informarsi e di andare a votare.
La commissione consiliare aveva stabilito nei giorni scorsi tre date da portare in discussione oggi in consiglio.
Il 21 ottobre, il 28 ottobre o l'11 novembre. Ma queste non sono state tenute in considerazione nel corso della seduta odierna.
Enzo Imbastaro (Ds) è stato il primo a presentare un suo emendamento, poi ritirato, in cui chiedeva di indire il referendum «prima della riapertura delle scuole».
Data ipotizzata 9 settembre. Roberto Carulli (Ds) era d'accordo con l'idea «non possiamo stressare gli studenti chiudendo le scuole a settembre quando ad aprile ci saranno altre consultazioni elettorali».
Sullo stress degli studenti molto scetticismo, e la data proposta è stata quella del 16 settembre.
Il centrodestra ha ribadito tramite gli interventi dei suoi consiglieri di riferimento Albore Mascia e Di Luzio (An), Masci e Fiorilli (Udc) Testa e Pastore (Fi) di votare tra ottobre e novembre «per dare tutto il tempo ai cittadini di recepire il referendum e tornare a casa dalle vacanze estive». L'idea di votare a settembre è sembrata «una beffa. Tutto il mese di agosto», ha sottolineato Pastore, «vive nella mobilità assoluta. Una elezione nella prima settimana di settembre è impensabile».
Di Luzio ha poi proposto la data del 30 settembre «media perfetta», ha sostenuto, «tra quella del 21 ottobre richiesta dal centrodestra e quella del 9 del centrosinistra».
Ma ad avere la meglio è stato un nuovo emendamento proposto, quello del presidente del Consiglio Gianni Melilla: 23 settembre.
La data è stata approvata senza il voto favorevole di Rifondazione, che preferiva la scadenza del 30 ottobre perchè «le campagne elettorali non si possono fare ad agosto».
Altro dibattito acceso quello del luogo dove svolgere i referendum.
Melilla ha ribadito «che la città è piena di posti dove i cittadini possono andare a votare, non è detto che avvenga per forza nelle scuole». Critico sulla questione Albore Mascia che ha bollato l'idea come un «bieco tentativo di boicottare il referendum e togliere la certezza degli elettori che hanno già confidenza con il loro seggio elettorale di riferimento».

02/07/2007 13.40