Calascio, Soprintendenza in soccorso per la Rocca medioevale

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Un accordo con la Soprintendenza che fermi lo scempio di Rocca Calascio. La risoluzione l'ha presentata nel corso dell'ultimo consiglio regionale la consigliera dell'Unione Maria Rosaria La Morgia dopo che i cittadini del comune aquilano avevano alzato la voce per la decisione dell'Enel
di impiantare una cabina elettrica di trasformazione proprio all'ingresso del paese.
Se il progetto andasse in porto si rischierebbe di oscurare la vista della famosa torre medioevale, che ormai un simbolo nell'iconografia ufficiale oltre che nell'immaginario collettivo.
Un "bel messaggio" di benvenuto per i turisti, e un motivo di angoscia per i residenti preoccupati dalla devastazione d'immagine.
L'interramento della linea elettrica sarebbe solo parziale, per il resto verrebbe installato tutto a vista.
«Le modalità di realizzazione dell'intervento», ha scritto La Morgia, «contrastano fortemente con il contesto dei luoghi e gli interventi aggraverebbero lo stato di incuria e degrado che, malgrado il notevolissimo valore turistico e paesaggistico, interessa il sito di Rocca Calascio». I cittadini incrociano le dita.

29/06/2007 10.43