Termoli. Impianto eolico off shore, 3 sì, 1 no

Alessandro Biancardi

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Termoli. Impianto eolico off shore, 3 sì, 1 no
TERMOLI. Se il ministro delle Infrastruttre Antonio Di Pietro frena sul progetto dell'eolico off shore nelle ultime settimane sono arrivati però almeno tre pareri favorevoli. Sono quelli di Confindustria, del vice presidente del consiglio Francesco Rutelli e del ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio. TUTTO SUL PARCO EOLICO
Il progetto di 54 turbine eoliche ''off shore'' che la società milanese Effeventi vorrebbe installare al largo di Termoli per produrre energia elettrica totalmente pulita per 120 mila famiglie torna a far parlare di sè.
Sebbene dovrebbero essere poste ad almeno 4,5 chilometri dalla costa, l'altezza delle torri al mozzo delle pale è di 74 metri: soprattutto l'impatto visivo ha fatto storcere il naso al molisano Di Pietro che non vorrebbe l'impianto a pochi metri da casa sua, Montenero Di Bisaccia, e sostiene che l'eolico in Molise «ha senso solo se inserito in un Piano nazionale».
Con un implicito riferimento al parco eolico molisano, l'unico off-shore finora previsto in Italia, il vicepremier e ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, alla trasmissione ''Annozero''
della settimana scorsa ha però sottolineato che «non ci possiamo opporre a che in mezzo al mare si facciano i parchi eolici».
Favorevol al progetto sarebbe anche il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Accusato - in un 'Porta a Porta' di fine maggio – di non approvare o far avanzare opere pubbliche importanti, Pecoraro Scanio si era discolpato lasciando cadere, esclamando, una frase rivelatrice: «Di Pietro ha chiesto a me di fermare le pale eoliche di fronte al Molise».
Critico nei confronti dell'opposizione del ministro delle Infrastrutture al parco eolico off-shore molisano sono anche dichiarazioni di una vicepresidente di Confindustria: secondo una sintesi del quotidiano ''il Sole 24 Ore'', Emma Marcegaglia di recente ha parlato di «strabismo politico» di un governo che propugna le energie rinnovabili mentre «un autorevole ministro blocca una centrale eolica nella sua regione».
Di Pietro, fin da marzo, ha sostenuto che - come già fatto per i rigassificatori - «occorre che tutti i Ministeri interessati, a partire da quello per lo Sviluppo Economico, definiscano quanta potenza eolica può essere installata nel nostro Paese, quali siano i siti più adatti, quali debbano essere le modalità di sfruttamento e chi possa e debba realizzare i parchi».


29/06/2007 9.30