«Un clan internazionale dietro la prostituzione delle nigeriane»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una vasta organizzazione meticolosa e pronta ad offrire tutto il supporto logistico per l'industria del sesso e spostare le sue forze, le sue pedine, da una regione all'altra, da una settimana all'altra, a seconda della stagione, dell'affollamento e delle previsioni "di mercato". 
PESCARA. Una vasta organizzazione meticolosa e pronta ad offrire tutto il supporto logistico per l'industria del sesso e spostare le sue forze, le sue pedine, da una regione all'altra, da una settimana all'altra, a seconda della stagione, dell'affollamento e delle previsioni "di mercato".

 


Una organizzazione fantasma ma che la polizia di Pescara presume, dopo mesi di studio del fenomeno della prostituzione, si annidi sulla riviera tra Montesilvano e Pescara.
Si sospetta anche «una tratta delle nigeriane», perché le prostitute per la gran parte sono di origine africana.
E poiché spesso dietro il meretricio c'è il traffico di droga non si esclude che la nuova piovra possa avere addentellati anche con la malavita locale e non solo.
Il clan di delinquenti sarebbe formato prevalentemente da persone straniere, in Italia a vario titolo, ed avrebbe fatto terra bruciata nella nostra regione.
La Squadra mobile di Pescara, coordinata da Nicola Zupo e Pierfrancesco Muriana, ieri ha portato a termina una prima operazione di controllo di 8 appartamenti di via Lago di Como, nei pressi della pineta, a Montesilvano, in collaborazione con tutte le altre forze dell'ordine, unificando mezzi ed informazioni.
Sono stati passati al setaccio gli appartamenti presi in affitto e utilizzati come base di appoggio, anche perché la maggior parte delle prostitute sono vere e proprie pendolari ed arrivano anche da lontano (Roma, Napoli, Bologna, Verona).
Sono state 13 in tutto le persone rintracciate più 3 minori; 6 le persone trovate non in regola con i documenti e dunque ritenute clandestine.
Uno è già stato espulso perché aveva già ottenuto un decreto di allontanamento dal nostro paese.
«E' questa la prima operazione di contrasto alla prostituzione che attuiamo andando alla fonte e alla radice del problema», ha spiegato Muriana, «abbiamo cambiato la metodologia di attacco anche per salvaguardare le stesse prostitute dai pericoli delle classiche retate e i nostri uomini che spesso rischiano in situazioni del genere. In questo modo andiamo a colpire chi favorisce l'arrivo e la stabilizzazione delle prostitute nel nostro territorio rendendo difficile il radicamento».
Il riferimento è ai proprietari degli appartamenti che di sicuro avranno molte grane e rischiano anche la confisca degli stessi immobili, oltre ad una serie di reati (favoreggiamento) o illeciti amministrativi se si dovesse scoprire che i contratti di affitto non sono stati registrati e non regolarmente denunciati alla questura.
«Continueremo su questa strada», ha spiegato il comandante Zupo, «e potenzieremo i servizi di controllo soprattutto sui mezzi pubblici come bus e treni poiché sappiamo che le prostitute si spostano con i mezzi pubblici. Siamo convinti che dietro questo fenomeno ci sia una organizzazione criminale. Questo lo desumiamo dall'aumento e la diminuzione, a seconda dei momenti, di prostitute che possono arrivare anche a 40 in una sola notte solo nella zona di Montesilvano. Il numero però sembra cambiare in maniera scientifica a seconda di alcuni fattori, non solo della stagione. Le nostre indagini sono però solo all'inizio».

28/06/2007 8.26