Camorra: sequestro per 2,5 mln euro a clan tra Campania e Abruzzo

Alessandro Biancardi

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CASERTA. Beni mobili ed immobili per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro, di proprietà di affiliati e fiancheggiatori del clan camorristico dei Casalesi sono stati sequestrati ieri dai carabinieri del nucleo operativo di Caserta, del Gruppo di Aversa e della Sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri di Napoli. LA NOSTRA INCHIESTA: QUANDO LA MAFIA FACEVA LE FERIE IN ABRUZZO
Quattro immobili a Casal di Principe, San Cipriano d' Aversa e Giugliano in Campania, tre appartamenti ad Aversa, Giugliano in Campania e Pizzoferrato (Chieti); tre terreni a Casal di Principe; una polizza vita, fondi comuni di investimento, conti correnti di agenzie bancarie dell'agro aversano e sei auto. Tutti questi beni erano intestati ad alcuni prestanome ma la polizia è convinta che possano ritenersi riconducibili al clan acquisiti mediante il reimpiego dei proventi delle truffe con falsi sinistri ad assicurazioni ed intestati a prestanome.
Il provvedimento è stato emesso dalla Dda di Napoli, a conclusione di indagini nei confronti di un'organizzazione accusata di essere dedita alle truffe a compagnie di assicurazioni, a vantaggio del clan dei casalesi, l' organizzazione criminale, ritenuta dagli investigatori ancora capeggiata da Francesco Schiavone, detto "Sandokan" ed operante nel casertano e nel basso Lazio.
Due avvocati sono accusati di avere favorito gli esponenti del clan nelle truffe. L'operazione di ieri è il prosieguo di quella portata a termine il 19 marzo scorso mediante il sequestro - sulla base di un decreto della Dda - di beni mobili ed immobili per un valore di oltre 100 milioni di euro.
L'Abruzzo si riconferma così luogo prescelto sempre più spesso dalla criminalità organizzata che investe nel mattone.


28/06/2007 8.37