Maturità, spogliata e perquisita dal presidente di commissione

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Portata in bagno nel corso della terza prova dell'esame di Maturità e perquisita da due insegnanti. Le hanno fatto alzare la maglietta e anche il reggiseno perché erano convinti che avesse un cellulare e un auricolare per comunicare con l'esterno. IL MINISTRO INVIA GLI ISPETTORI NELLA SCUOLA L’INDAGINE SMENTISCE IL FATTO PER ORA

GIULIANOVA. Portata in bagno nel corso della terza prova dell'esame di Maturità e perquisita da due insegnanti. Le hanno fatto alzare la maglietta e anche il reggiseno perché erano convinti che avesse un cellulare e un auricolare per comunicare con l'esterno.



IL MINISTRO INVIA GLI ISPETTORI NELLA SCUOLA

L'INDAGINE SMENTISCE IL FATTO PER ORA

E' successo al Liceo scientifico Marie Curie di Giulianova, lunedì mattina intorno alle 10.
La notizia circolava nel piccolo comune teramano e anche il corpo docenti di mezza Italia ne era a conoscenza per via della mailing list dell'associazione Gilda Nazionale dei Comitati di Base degli Insegnanti.
Doveva restare riservata per non compromettere l'esito dell'esame della ragazza che deve ancora sostenere la prova orale.
E invece è uscita, questa mattina, pubblicata su Repubblica.
La studentessa è ancora sconvolta, il padre, anche lui insegnante, addolorato «come docente e come genitore».
La perquisizione è stata voluta dal presidente di commissione che era convinto che la giovane nascondesse qualcosa.
Ma in realtà era "pulita".
Non aveva intenzione di copiare né tanto meno di comunicare con l'esterno.
La commissione imbarazzata l'ha rimandata in classe.
Lei, sdegnata, voleva consegnare il compito in bianco per protesta e di sicuro non ha affrontato il suo esame con la tranquillità necessaria.
«Penso che questo comportamento», spiega a PrimaDaNoi.it Angelo Scebba, delegato del Gilda, «sia frutto di una leggerezza e della mancata conoscenza di certe regole. Nessuno può perquisire una persona, se non le forze dell'ordine. Ma se il commissario avesse chiamato i carabinieri credo che anche i militari si sarebbero rifiutati di fare una cosa del genere. E' un caso unico nel suo genere», continua Scebba, «io in 30 anni di insegnamento non l'ho mai sentita una storia cos셻.
I metodi tradizionali del controllo, ha ricordato il coordinatore, sono ben
altri: «ci si piazza davanti allo studente sospettato, lo si bracca per non lasciargli modo di copiare ma di certo non lo si fa spogliare».
«Non c'è nessun esposto al ministero come ha scritto Repubblica», assicura Scebba. «Ieri avrei dovuto parlare con il ministro Fioroni ma non c'è stato tempo. Va a finire che oggi dopo aver letto il giornale sarà lui a chiamare me…».
Per ogni azione si aspetterà il 13 luglio, giorno in cui termineranno gli esami «per garantire la serenità della studentessa».
Ripercussioni sulla prova orale? «Non credo assolutamente», sottolinea Scebba, «che ci sarà un accanimento su di lei»
Che il comportamento del presidente di commissione sia stata una reazione per un anno scolastico difficile, con decine di storie che hanno mostrato una scuola sempre più vittima degli studenti?
Scebba è convinto di no: «non penso che il comportamento del preside di commissione sia una reazione a qualcosa. Le scuole quest'anno sono state spesso protagoniste delle prime pagine dei giornali ma gli episodi raccontati non sono di più rispetto agli anni precedenti, solo maggiormente amplificati dai giornalisti».

Alessandra Lotti 27/06/2007 9.32

12.00 IL MINISTRO INVIA GLI ISPETTORI A SCUOLA

Questa mattina il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, dopo aver appreso la notizia della ragazzina perquisita e spogliata da due insegnanti, ha deciso di inviare degli ispettori nella scuola Marie Curie di Giulianova.
L'ispezione servirà «per verificare e accertare tutti i fatti denunciati». La decisione, fa sapere il ministro, «è stato preso in raccordo con il Direttore scolastico regionale».

«L'ISPETTORE E' GIA' AL LAVORO»

«Il fatto lo conosciamo in termini molto generici – ha dichiarato il direttore dell'Ufficio Scolastico, un ispettore è già a Giulianova per fare gli accertamenti del caso, che è tutto da verificare, come sono da verificare le modalità con cui è stata condotta la perquisizione. Non sappiamo - ha precisato - se si sia trattato di una perquisizione nei termini di cui si parla sulla stampa, cioé se la giovane sia stata costretta a spogliarsi».
« Sono perplesso», ha continuato Santilli, «se così fosse sarebbe un caso di estrema gravità e l'atto andrebbe visto sotto un'altra ottica»
Santilli ha spiegato, infatti, che nelle indicazioni e nelle direttive che si danno a tutti i docenti, sia nelle attività normali sia per gli esami di Stato, si invitano professori e commissari alla vigilanza sui candidati, ma «prudente e corretta», in riferimento alla lealtà che tutti i giovani devono avere in occasione di queste prove.
«Esiste la possibilità di scoprire cellulari o fogli clandestini ed è chiaro che in quel caso vengono assunti provvedimenti, ma da qui a fare perquisizioni di questo genere ce ne passa».

27/06/2007 13.32

L'INDAGINE SMENTISCE IL FATTO PER ORA

L'Ufficio scolastico regionale abruzzese sostiene, in base a primi accertamenti degli ispettori del ministero, che la perquisizione della studentessa non si è svolta nei termini riferiti dalla ragazza. Niente sollevamento della maglietta e del reggiseno, secondo un primo ascolto delle parti chiamate in causa, ma l'indagine proseguirà anche oggi.
«Dai primi accertamenti», ha detto il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale Nino Santilli, «viene smentita la ricostruzione fatta dagli organi di informazione». Non solo, una volta essersi ritrovata sul giornale con quelle gravi accuse sulle spalle la commissione d'esame avrebbe espresso «profonda indignazione» e dichiarato «che le notizie di stampa sono prive di ogni fondamento».
L'indagine comunque andrà avanti per ulteriori approfondimenti e sarà chiusa «al più presto», ha assicurato ancora Santilli. La relazione è stata già inviata al ministro.
E dall'indagine sarebbero emersi, secondo quanto riferito da Santilli «elementi importanti sull'accaduto» e per ricostruire interamente la vicenda nei prossimi giorni verranno ascoltati anche alcuni ragazzi, compagni della studentessa che sarebbero stati testimoni della perquisizione. Il tutto verrà fatto «senza turbare la serenità dei giovani che devono ancora terminare il loro esame di maturità», ha assicurato ancora Santilli».
Dopo la ricognizione finale gli ispettori del ministero resteranno comunque nella scuola di Giulianova e « continueranno a vigilare anche sul regolare svolgimento degli esami».
Sulla vicenda è intervenuta anche la "Rete degli studenti", che segnala nella scuola italiana «un sentimento di allarme e di sospetto».
Per l'associazione il clima «é tale che gli stessi docenti non hanno più chiaro il loro ruolo, teso tra quello di educatori e quello di sceriffi e difensori dell'ordine pubblico».

28/06/2007 8.47