Vittime da amianto: «aspettiamo ancora giustizia»

Alessandro Biancardi

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IL CASO. VASTO. I lavoratori dell'ex Svoa Vasto - ex azienda della provincia di Chieti oggi Fox Petroli– tornano a chiedere di portare a termine l'odissea iniziata nel febbraio del 2003, per il riconoscimento dei danni subiti dall'esposizione all'amianto.
E in questi anni di attesa loro continuano a chiamarlo «maledetto amianto», o «fibra killer» che per loro ha fatto ancora più danni a causa di «un inesistente piano di censimento con relativa mappa delle attività a rischio», spiega Franco Aldo Cucinieri, il portavoce del comitato nato per far valere i proprio diritti alla salute.
Stanno aspettando tutti: «i lavoratori, le famiglie e quanti hanno mostrato solidarietà e sensibilità. Chiediamo solo il riconoscimento del diritto alla qualità della vita».
Con il passare degli anni le campagne di informazione se la sono creata da soli, con il contributo dei cittadini di Vasto. Sono andati nelle scuole «considerata fonte principale di conoscenza e di divulgazione per la collettività del territorio» per abbattere quel muro di ignoranza che li ha rovinati.
«C'è ancora molto da fare», ammette Cucinieri. Perché abbattere indolenza, ignoranza e anche complicità di chi sa, ma che non vuole agire, non è così semplice.
Alla Procura della Repubblica è stato depositato un nuovo esposto penale, dopo quello precedente, che non ha avuto seguito «per un inspiegabile vizio di forma che poteva essere corretto se i lavoratori fossero stati informati», sottolinea il comitato.
«Non mancavano certamente le prove e altre documentazioni che avrebbero senza perdita di tempo permesso il percorso d'indagine per accertare le responsabilità».
Oggi il nuovo esposto è stato presentato ed è completo di un'indagine epidemiologica sui lavoratori stessi dell'ex Svoa.
Dati che certamente devono fare riflettere che parla dei decessi, dei tumori polmonari e delle malattie dell'apparato respiratorio, causati dall'inconsapevole esposizione all'amianto dei lavoratori.
Oggi si aspetta. Si aspetta la giustizia, si aspetta il decorso delle malattie con angoscia e ansia.
«I lavoratori vogliono giustizia, per loro e le loro famiglie, che stanno vivendo e sopportando insieme le vicissitudini che li legano agli eventuali danni subiti o che si spera non dovranno nel tempo subire ancora».
A Torino il Magistrato Raffaele Guariniello riapre la guerra all'amianto e il comitato pensa che forse la battaglia sia vicina ad una svolta storica, data la vicinanza di due date: 17 luglio l'udienza civile e 23 luglio quella penale.

28/06/2007 9.05