Inchiesta Roccaraso: domani in 11 dal Gup per la Sky World Cup

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Saranno in 11, domani mattina, a comparire davanti al gup del tribunale di Sulmona per l'udienza preliminare relativa al secondo stralcio dell'inchiesta su Roccaraso. Ex amministratori pubblici, professionisti, imprenditori sfileranno davanti al giudice che dovrà decidere se rimanda a giudizio gli imputati.
Il filone principale dell'inchiesta "Snow White" scoppiò nell'agosto del 2004 e portà all'arresto del sindaco Camillo Valentini, suicidatosi in carcere il 16 agosto, dopo 48 ore dal fermo.
Secondo l'accusa l'ex sindaco avrebbe estorto denaro a imprenditori della zona in merito all'assegnazione di appalti per la realizzazione di lavori del Comune. Tra questi anche la realizzazione di alcune opere pubbliche legate alla candidatura di Roccaraso a ospitare una gara di Coppa del Mondo di sci.
Ma chi sono gli 11 protagonisti della giornata di domani?
C'è Nunzio De Capite, ex sindaco di Rivisondoli: secondo l'accusa avrebbe ottenuto quale contropartita per l'approvazione delle opere ricadenti nel territorio di competenza, l'autorizzazione per la costruzione di un deposito di oli minerali a Roccaraso.
E poi ancora l'ex assessore regionale al Turismo, Massimo Desiati; Nicolino D'amico che era il responsabile dell'area tecnica del Comune di Roccaraso; Pierluigi Caputi, direttore regionale; Gisella Valentini, cugina del sindaco ed ex assessore comunale; Roberto Santini, consulente della Regione e collaboratore di Desiati; Aldo Marra, presidente del comitato dei beni ambientali della Regione e Antonio Sorgi componente dello stesso comitato, sempre per la realizzazione del deposito di oli minerali.
Enrico Ricci, imprenditore edile e Giuseppe Di Virgilio componente la giunta comunale dell'epoca, Rocco Malcangio. architetto nominato perito dal presidente del tribunale di Sulmona.
La scorsa settimana, invece, sempre al tribunale di Sulmona, si è svolta la prima udienza dibattimentale del filone principale dell'inchiesta, quello relativo alla costruzione della palazzina ex Edilmonte, nel quale risulta co-imputato con altre 15 persone (per alcune delle quali il processo e' stato spostato in altri tribunali) anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che ha chiesto lo spostamento del processo in altra sede.
Ma la richiesta è stata rigettata dalla Cassazione il 6 maggio scorso.


26/06/2007 14.35