Segregata in bagno per 30 anni, 6 e 4 anni di carcere ai suoi aguzzini

Alessandro Biancardi

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Segregata in bagno per 30 anni, 6 e 4 anni di carcere ai suoi aguzzini
PESCARA. Una storia che ha fatto il giro del mondo e che oggi arriva al suo epilogo. Gli aguzzini di Giuseppina, la donna segregata nel bagno di casa per trent'anni, sono stati condannati.
La madre della donna Annina Gentilezza dovrà scontare 6 anni di reclusione, il suo convivente Giuseppe De Felice 4.
Assolto l'altro figlio, Filippo De Felice, accusato solo di violenza privata.
A Giuseppina andrà anche un risarcimento simbolico di un euro, richiesto dal suo legale difensore Giuseppe Pantaleone e ottenuto.
La vittima, 57 anni, affetta dalla nascita da problemi psichici, ha vissuto da sola il suo dramma. Adesso sembra che ne sia uscita e che stia recuperando bene. Assistita in un centro diurno, a distanza di un anno e mezzo dalla liberazione, è tornata alla vita normale.
Era il gennaio del 2006 quando la squadra mobile di Pescara andò a liberarla.
La donna mangiava gli avanzi di cibo in ciotole di plastica senza posate e viveva tutto il giorno dietro la porta sbarrata, chiusa a chiave dall'esterno, nel bagno di servizio di due metri per tre che per tantissimo tempo è stato il suo mondo. Una brandina da campeggio il suo letto. Le sue condizioni di vita, come raccontarono gli agenti, erano peggiori di quelli del cane di casa. I due genitori si sono sempre
proclamati innocenti e nel corso di questi mesi hanno sempre spiegato che stavano tentando di proteggere la figlia dal mondo esterno. Evidentemente il giudice non ha creduto loro. 25/06/2007 11.06

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