Dopo 7 anni madre naturale rivendica bimbo, caso giudiziario

Alessandro Biancardi

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IL CASO. L'AQUILA. Angela pur di rimettere in sesto il proprio matrimonio e cercare di colmare quel vuoto di un figlio mai arrivato decise di prendersi cura di Giulio (nome di fantasia), un bimbo di due mesi, frutto di una relazione extraconiugale di suo marito e della sua bella amante polacca. Oggi la storia finisce in tribunale.
Lei credeva che la seconda possibilità potesse nascere da quella vita che di "suo" non aveva niente. La seconda vita arriva, ma non quella con il marito - che invece di pensare al loro matrimonio concepisce un altro figlio- ma con Giulio. Angela decide di tornare al suo paese d'origine, Mammola, provincia di Reggio Calabria e crescere il bambino insieme ai suoi parenti. La donna nel 2006 muore. Il giudice dovrà ora decidere delle sorti di Giulio che oggi ha sei anni e non ne vuole sapere di tornare in Abruzzo
Per sei anni è stato disposto l'affidamento provvisorio ad Angela.
Giulio è così cresciuto tra l'affetto della madre, delle sorelle e degli altri congiunti; persone che per lui sono oggi nonna, zie, cugini. Ha frequentato la scuola materna e, ora, la prima elementare del paese ed anche la scuola di calcio.
Il 3 luglio 2006, Angela, è morta improvvisamente, un colpo tremendo per il bambino che, però, ha continuato ad essere amorevolmente allevato dalle persone che ha sempre chiamato nonna e zii. Dopo la morte della mamma adottiva si è rifatta viva la madre naturale di Giulio che ha rivendicato il diritto di riaverlo con sè.
Lo scorso 16 marzo il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha autorizzato la permanenza di Giulio a Mammola, fino alla conclusione dell'anno scolastico.
Il 22 maggio lo stesso Tribunale ha deciso che il bambino venisse riaffidato alla madre naturale e ha delegato alla Polizia il compito di accompagnare il bambino fino all'Aquila.
Quel giorno arriva, è il 7 giugno scorso: i protagonisti della vicenda sono giunti all'aeroporto di Roma ma Giulio non ne ha voluto sapere di andarsene con la madre naturale. Così è rientrato a Mammola, tra quella che ritiene sia e debba essere ormai la sua famiglia.
Da quel giorno, raccontano la "nonna" e le "zie", rispettivamente la madre e le sorelle della signora Angela deceduta lo scorso anno, Giulio vive nel terrore che qualcuno vada a riprenderselo.
«Per me questo è mio nipote, lo amo come un nipote legittimo, lo allevo come se fosse il figlio di mia figlia», ha detto la signora Annunziata, madre della defunta Angela, che oggi ha 75 anni.
«Che colpa hanno questi bambini, ha aggiunto, se gli errori li commettono i grandi? Ora bisogna preoccuparsi del futuro di Giulio e fare ciò che più gli è utile».
La signora Maria, sorella della defunta Angela, intende avanzare istanza al magistrato per chiedere l'affidamento del bambino che ha visto crescere durante questi sette anni. Il legale che ne cura gli interessi si appella alla Magistratura perchè consideri la volontà del bambino e tenga conto della relazione del Consulente Tecnico d'Ufficio, una psicologa, che considera fondamentale, per l'interesse superiore di Giulio, che questi resti tra gli affetti familiari in cui s'e' cresciuto, in Calabria, nella Locride.
Da parte loro, i familiari della defunta Angela sono pronti a mettere a disposizione della madre naturale del bambino anche la propria casa perchè possa periodicamente recarsi a Mammola e vivere col bambino.


21/06/2007 10.20