Considan, corruzione e mazzette: Montesilvano affoga nelle acque nere

Alessandro Biancardi

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Considan, corruzione e mazzette: Montesilvano affoga nelle acque nere
MONTESILVANO. Acque sempre più torbide a Montesilvano per mazzette e corruzione. Questa volta dimezzo c’è il Considan, il consorzio che si occupa della depurazione delle acque nere. Ieri mattina sono scattate le perquisizioni negli uffici e nella sede dell'impianto oltre che a Montesilvano, anche a Città Sant'Angelo e Silvi. A disporre le perquisizioni è stato il sostituto procuratore Aldo Aceto. SEQUESTRI ANCHE DA DI GIACOMO (PESCARA CALCIO)
Nuovo blitz nella città rivierasca che non riesce a rifarsi una nuova vita senza il terrore che gli inquirenti arrivino a sequestrare montagne di carte.
Le perquisizioni di ieri sono state estese all'abitazione e all'ufficio dell'ex presidente del consiglio di amministrazione del consorzio, Pino Di Pietro, e in quelli dei rappresentanti dei comuni di Montesilvano, Città Sant'Angelo e Silvi, oltre che dell'ex direttore, Vincenzo Cirone.
I militari erano alla ricerca di atti che configurino le ipotesi dei reati di corruzione, concussione, turbativa d'asta e vari falsi.
A Montesilvano, dopo oltre 6 mesi torna lo spettro di nuove inchieste giudiziarie, con quelle vecchie ancora in corso e tutte ancora da sciogliersi.
Ma dentro ci sarebbero comunque nomi non proprio di primo pelo.
Sotto inchiesta sarebbero finite oltre 20 persone tra le quali Nino D'Annunzio, presidente del consorzio dal maggio 2006 e capogruppo dei Ds in Provincia, che avrebbe pure già annunciato le proprie dimissioni, ancora l'ex assessore Paolo Di Blasio noto alle cronache recentissime per essere il “candidato ombra” e che oggi può vantare il figlio in consiglio comunale.
Poi l'ex dirigente comunale Vincenzo Cirone, l'imprenditore Massimo Dami, titolare della Ecoest.
La vicenda giudiziaria nascerebbe quando alla Ecoest srl, che gestiva il servizio di depurazione delle acque nere intercomunali prima del consorzio, è stato revocato il mandato relativo proprio alla gestione della depurazione delle acque nere intercomunali.
Il Considan ha contestato alla Ecoest la mancata realizzazione di alcune opere.
E nata una contesa che si è chiusa con una transazione in base alla quale il consorzio si sarebbe impegnato a versare alla Ecoest, per il lavoro svolto, circa un milione di euro.
Tutti gli indagatio si dichiarano estranei ai fatti e a posto assicurando che tutto si è svolto secondo la legge e che riusciranno a dimostrarlo in un eventuale processo.
Sta di ftto che le perquisizioni potrebbero portare a nuovi filoni di inchiesta e a intrappolare nuove persone, una macchia che si allarga sempre più.
Una nuova grana per il centro sinistra ed i Ds che ora dovranno fronteggiare anche questa ennesima accusa ad un loro uomo non proprio di second'ordine.

Il Considan, inoltre, due mesi fa era stato oggetto di una accesa discussione dell'associazione Codici che aveva messo in dubbio il rapporto lavorativo tra l'azienda e l'ente acquedottistico territoriale.
L'azienda di Montesilvano, infatti, gestisce il servizio dell'acqua, nonostante un accordo tra Ato e Aca prevedesse la sospensione del servizio.



IL CONSIDAN PROPONE IL NUOVO DEPURATORE
 


21/06/2007 9.59



SEQUESTRI ANCHE DA DI GIACOMO (PESCARA CALCIO)

Nuove perquisizioni anche oggi nell'ambito dell'inchiesta riguardante
l'attività del Considan.
I carabinieri, su disposizione del pm di Pescara Aldo Aceto, hanno perquisito anche l'abitazione e gli uffici dell'azienda dell'imprenditore Claudio Di Giacomo, attuale vice presidente del Pescara Calcio.
Non è stato invece ascoltato in Procura Nino D'Annunzio, consigliere
provinciale di Pescara e presidente dell'organismo consortile.
Secondo indiscrezioni della procura gli indagati rimasti impigliati in questa faccenda sarebbero ventiquattro tra imprenditori, politici e
consulenti. Ma anche semplici impiegati che solitamente hanno poco
potere o professionisti collegati alla società a vario titolo.
Gli anni che dovranno essere passati al setaccio dagli inquirenti sono
quelli che vanno dal 2001 al 2006, cinque anni in tutto su cui la magistratura vuole vederci chiaro.
Tra gli indagati ci sarebbe anche Romano Cocciante, che in questi mesi è impegnato nella realizzazione del Villaggio del Mediterraneo di Chieti.

21/06/2007 15.49