Una giornata al Parco Fluviale «tra topi, serpenti e sporcizia»

Alessandro Biancardi

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Una giornata al Parco Fluviale «tra topi, serpenti e sporcizia»
CHIETI. Il consigliere comunale Paolo Sablone ha preso la fotocamera e si è diretto al parco fluviale del Megalò per denunciare la situazione di degrado in cui versa la zona. Il consigliere parla di «un atteggiamento svogliato di questa amministrazione Comunale nei confronti di un'area che, stando al programma elettorale, sarebbe dovuta diventare il giardino dello scalo». PrimaDaNoi.it si era occupato del Parco qualche mese fa, denunciando anche che l'amministrazione Comunale avrebbe pagato di tasca sua la realizzazione dell'opera, nonostante sulla carta si fosse deciso diversamente. 
«La giunta» , continua il consigliere, «in serissima difficoltà anche nella gestione dell'ordinario è arrivata addirittura a nascondere i propri insuccessi per evitare ulteriori brutte figure, invece di adoperarsi per risolverli. Infatti», racconta Sablone travestito da giornalista d'assalto, « solo pochi metri oltre il parcheggio del centro commerciale Megalò, ci si imbatte in un cartello stradale coperto alla meno peggio da una rete rossa plastificata, dietro la quale si "intuisce" la scritta "Parco Fluviale"». Poco più avanti «si notano i segni del degrado e dell'abbandono quali l'insegna rotta ed abbandonata al fianco della porta che a sua volta è totalmente divelta dai cardini. Appena varcata la soglia d'ingresso si incontra , subito sulla destra , una discarica , a dire il vero perfettamente integrata con l'ambiente degradato circostante. Qualche passo ancora ed ecco apparire un largo bacino che avrebbe dovuto ospitare il "lago" con pesci ed uccelli acquatici, ma a causa della recente siccità, è completamente secco ed ospita, al contrario, serpenti e ratti che prolificano a dismisura nella totale indifferenza di tutti».
Ma non sembra finita. Il consigliere va ancora più avanti e si imbatte in una « lussureggiate vegetazione , di tipo tropicale , che ha ormai preso il controllo delle aree sulle quali si dovrebbero trovare i percorsi pedonali e le piste ciclabili. Passeggiando lungo le poche tratte di strada ancora transitabili a piedi senza munirsi di stivali, le insegne con le indicazioni dei percorsi sportivi della zona che, risultato rotte e quindi inutilizzabili.

20/06/2007 10.29