Atto pubblico in luogo osceno, cane e padrone tornano al loro posto

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il centralinista non vedente del Comune dell'Aquila trasferito in uno sgabuzzino a causa della presenza del suo cane guida è tornato al suo posto di lavoro, nella stanza n. 10, al primo piano del Palazzo Municipale.
Sulla vicenda i Verdi Abruzzesi avevano presentato una interrogazione urgente in Consiglio Regionale, denunciando pubblicamente il mancato rispetto delle leggi in materia di lavoro e dei diversamente abili.
«Sono certo che questa nuova amministrazione comunale garantirà il pieno rispetto della dignità umana», ha commentato il consigliere dei
Verdi Walter Caporale, «ed i diritti di libertà e di autonomia a Mario e ad Iris».
«Dagli occhiali scuri di Mario di Paolo», commenta Alarico Bernardi,responsabile provinciale delle rappresentanze sindacali, «si
intravedono gli occhi spenti di un uomo che ha sofferto una grave discriminazione senza pari, in barba a specifiche leggi dello Stato e
al senso di solidarietà e cameratismo che avrebbero dovuto circondarlo e proteggerlo nei momenti più difficili».
E anche da Bernardi arrivano rassicurazioni sulla presenza in Comune di Irir: «è un animale mansueto, pulito, desideroso di socializzare, che per sua natura ha un deprecabile difetto: perde pelo e ricorda a tutti una possibile quanto imprevedibile probabilità di perdere la vista». Il cane guida ha diritto per legge, all'ingresso ed alla permanenza nei luoghi di studio e di lavoro, ma l'Abruzzo sembrava non essersene accorto tanto che anche il consiglio comunale aveva sbarrato l'ingresso all'animale.