Micron. Cgil:«ok agli investimenti ma si diano più diritti ai lavoratori»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. «Siamo d’accordo sul raddoppio della Micron, anzi chiediamo alla Regione Abruzzo e all’azienda di accelerare le procedure affinchè il piano di investimenti diventi realtà, ma allo stesso tempo chiediamo alla Micron di rispettare gli accordi sindacali nel rispetto dei diritti dei lavoratori». A dirlo sono il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare e il segretario della Camera del Lavoro aquilana Sandro Giovarruscio.
Il sindacato chiede che si faccia chiarezza sul raddoppio dello stabilimento di Avezzano, una questione che, per la portata degli investimenti, interessa tutta la regione.
L'investimento della Micron, di 3.062 milioni di euro, è «un investimento di una portata storica, non solo per la provincia dell'Aquila, ma per l'intera regione».
In Abruzzo, ha detto Giovarruscio, «sappiamo tutti come sia difficile fare investimenti, ma quello della Micron sarà reso possibile anche grazie alla conquista dell'87.3.C, frutto della nostra lotta sindacale, che vorremmo ci fosse riconosciuto dalla stessa azienda».
La legge prevede infatti che per le aree ricadenti nella zonizzazione dell'87.3.C lo Stato fornisca agevolazioni alle imprese che intendono investirvi. In questo caso il contributo del Governo sarà pari a circa 550 milioni di euro.
Ma, per l'importanza che questo investimento riveste per gli equilibri economici della regione, la Cgil ha slanciato un appello alla Regione e alla Micron, affinchè il piano venga subito presentato alla casa madre, in Idaho, alla quale spetta l'ultima parola. Sull'eventuale raddoppio i sindacati poi lamentano di non essere mai stati presi in considerazione dall'azienda, che secondo Di Cesare «non ha mai riunito il comitato strategico, organismo nel quale si discutono argomenti di rilievo, composto dalle organizzazioni sindacali, da rappresentanti delle istituzioni e dell'azienda».
Inoltre, ha detto Di Cesare, con la Micron risultano aperte altre questioni, che riguardano due precedenti accordi sulle condizioni di vita dei lavoratori.
«Nella Micron lavorano 400 precari – ha affermato Di Cesare – chiediamo che siano stabilizzati, così come chiediamo che venga ridotto l'orario di lavoro della seconda notte di turnazione. La Micron produce a ciclo continuo, ciò significa che il gruppo di lavoro deve essere costituito da 4 persone e mezzo. L'azienda ne ha quattro, quindi potrebbe assumere altre 100 persone per coprire tutti i turni».

Mara Iovannone 15/06/2007 17.27