Emergenza Rumeni a Pescara: degrado, delinquenza e disagio sociale

Alessandro Biancardi

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 PESCARA. Qualcosa è già cambiato da mesi. Era inevitabile e prevedibile. Così, come altrove, anche il tessuto sociale pescarese sta risentendo dei cambiamenti delle leggi e della immigrazione sempre più imponente. Con l’entrata nella Ue della Romania Pescara è stata letteralmente invasa dagli “ex extracomunitari” che ora non hanno più bisogno di un permesso di soggiorno per rimanere in Italia.

 

PESCARA. Qualcosa è già cambiato da mesi. Era inevitabile e prevedibile. Così, come altrove, anche il tessuto sociale pescarese sta risentendo dei cambiamenti delle leggi e della immigrazione sempre più imponente. Con l'entrata nella Ue della Romania Pescara è stata letteralmente invasa dagli “ex extracomunitari” che ora non hanno più bisogno di un permesso di soggiorno per rimanere in Italia.Per loro rimanere nel bel paese è una priorità, sebbene non abbiano un lavoro stabili o condizioni accettabili per sopravvivere.
E quindi anche i pescaresi si organizzano e sale i livello di agitazione verso gli stranieri che assediano ogni terreno abbandonato o ruderi fatiscenti e costruiscono accampamenti o riattano baracche per viverci.
Sono moltissimi gli insediamenti che accolgono donne e bambini e che fanno da supporto ai capi famiglia che in mancanza di altro non fanno che alimentare il mercato della malavita fatto di furti, accattonaggio e molestie varie.
Così vere e proprie ronde di cittadini sono state messe in atto in via del Circuito e nei pressi dell'ex consorzio agrario, ma anche in via Aterno dove i pescaresi di notte vegliavano sui loro terreni per evitare che i rumeni tornassero a ristabilirsi lì.
E solo l'arrivo delle volanti, coordinate da Pierfrancesco Muriana, ha evitato il peggio proprio mentre uno dei rumeni, con un bastone, ha tentato di scagliarsi contro i residenti che riteneva responsabili per lo sgombero di poche ore prima da parte della polizia.
E' diventato sempre più frequente l'intervento delle forze dell'ordine nell'individuare ed eliminare tutte quelle situazioni giudicate favorevoli all'accampamento.
«Dal canto nostro intensificheremo controlli e cercheremo di prevenire situazioni di rischio», hanno detto Di Domenico della polizia e Grippo, comandante dei vigili urbani, «fino ad ora sono stati 21 gli sgomberi coatti e gli abbattimenti di strutture per un totale di 250 persone allontanate. Dall'inizio dell'anno il sindaco D'Alfonso ha emesso 35 ordinanze di sgombero su terreni del territorio comunale».
E sono molte le aree prese di mira dalle baraccopoli. Non è sfuggita nemmeno l'area dell'ex Fea che sarebbe diventata una nuova “fonderia Camplone”, la struttura per eccellenza che accoglieva in maniera precaria gli extracomunitari fino a pochi mesi fa quando le strutture fatiscenti sono state rase al suolo.
Al fenomeno che rischia di diventare di ordine pubblico, oltre che sociale, polizia e vigili urbani hanno promesso una intensa azione di prevenzione.
Ieri l'ultimo arresto di un rumeno per aver rubato una bicicletta.
15/06/2007 15.23