Rifiuti, patto Provincia-Consorzi-Regione per uscire dall’emergenza

Alessandro Biancardi

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TERAMO.Presentata ai 4 consorzi provinciali la proposta per superare la crisi: gestione unitaria e interventi condivisi per utilizzare (o ampliare) impianti esistenti e per realizzarne nuovi. L’accordo sarà sottoscritto anche dalla Regione. ECCO I NUMERI SUI RIFIUTI IN PROVINCIA.
Il presidente, Ernino D'Agostino, e l'assessore all'Ambiente, Antonio Assogna, hanno presentato ieri mattina ai 4 consorzi per la gestione dei rifiuti (Cirsu, Mo.Te. Ambiente Spa – ex Corsu, Unione dei Comuni Val Vibrata, Consorzio Piomba-Fino) e alla Regione la bozza di accordo per la gestione integrata dei rifiuti urbani nel territorio provinciale. L'esame del documento è avvenuto al termine del convegno, svoltosi in sala consiliare, nel corso del quale è stato presentato l'ultimo rapporto sulla produzione e la raccolta di rifiuti stilato dall'Assessorato provinciale Ambiente ed Energia.
L'accordo, che prevede la gestione unitaria dell'attività di smaltimento rifiuti anticipando l'ambito territoriale unico previsto dalla Regione, si propone di superare l'attuale situazione di emergenza condividendo strumenti e obiettivi. La Regione, per bocca del dirigente del Servizio Gestione Rifiuti Franco Gerardini, ha già annunciato di voler sottoscrivere il documento.
«Abbiamo già recepito alcune proposte di integrazione – spiega il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino – e abbiamo fissato per mercoledì 27 giugno un nuovo incontro in cui sarà esaminata una bozza definitiva che, in seguito, dovrà essere approvata dalle varie assemblee consortili e dal Consiglio provinciale. L'obiettivo dell'accordo – aggiunge D'Agostino – è quello di superare l'attuale fase di emergenza, condividendo gli interventi necessari per utilizzare o ampliare impianti di smaltimento e trattamento esistenti e per realizzare nuovi impianti».
Dopo l'intervento di Assogna sono seguite le relazioni tecniche di Gianpaolo Calvarese, funzionario del settore Ambiente dell'ente, e di Raphael Rossi, un progettista esperto chiamato a raccontare le esperienze di altre realtà italiane.
È intervenuto anche il dirigente regionale Gerardini, il quale ha illustrato le linee del nuovo piano di gestione integrata dei rifiuti.
Gli obiettivi, così come illustrati dal dirigente, sono: diminuzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata fino al 30% e, subito dopo, «elaborazione di un piano stralcio che definisca gli strumenti per l'incenerimento dei rifiuti: uno di questi potrebbe essere il termovalorizzatore».
Il tutto in attesa del potenziamento o della realizzazione di impianti di recupero (il piano prevede nella nostra provincia un impianto di compostaggio ed uno di bioessiccazione o, in alternativa, di digestione anaerobica) per un «utilizzo sempre più residuale delle discariche».
Gerardini si è anche soffermato sulla vicenda della discarica La Torre di Teramo, sottolineando che la soluzione proposta dal Comune non consiste in «un progetto di ampliamento ma in una nuova discarica» e che «questa soluzione non è linea con il quadro normativo e regolamentare».
Sulla necessità di fare squadra si è soffermato il consigliere regionale Augusto Di Stanislao, presidente della commissione ambiente: «Programmazione, progettazione e realizzazione di impianti devono andare insieme – ha detto Di Stanislao – e il piano, che vogliamo licenziare in commissione prima della pausa estiva, dovrà essere lo strumento per risolvere l'attuale situazione».


RAPPORTO RIFIUTI 2006


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Nel 2006 sul territorio della Provincia di Teramo si registra una lieve riduzione della produzione totale di rifiuti urbani 175.598 t (-0,95% rispetto alle 177.283 t del 2005); nonostante la leggera flessione, la produzione complessiva di rifiuti rimane superiore alle previsioni di contenimento del Piano Provinciale (152.332 t/a).
La raccolta differenziata, nel 2006, ha subito una battuta d'arresto; con 40.801 tonnellate si attesta al 22,79% dei rifiuti urbani prodotti (24,26% nel 2005). La causa di tale diminuzione va individuata nel fermo tecnico della piattaforma di recupero del CIRSU S.p.A.. La percentuale di differenziata è ancora sensibilmente inferiore rispetto al target del 35% previsto dal decreto Ronchi.
Il Rapporto 2006 evidenzia soprattutto lo stato di difficoltà del sistema di gestione dei rifiuti provinciale; per la carenza di impianti di smaltimento (discariche per rifiuti non pericolosi), e per la difficoltà ad avviare a riciclo le frazioni organiche recuperate e/o avviate a trattamento (Compost e FOS). Ancora una volta, il rapporto, sottolinea il ruolo determinante della Raccolta differenziata all'interno di un Sistema di gestione integrata dei rifiuti.

Gli elementi significativi del sistema rifiuti nel 2006:
- il “collasso” del sistema impiantistico provinciale
 la produzione di RU ammonta complessivamente a 175.598 t (-0,95%)
 i rifiuti indifferenziati confluiti negli impianti di smaltimento sono 134.798 t (+0,38%)
 la RD ha intercettato 40.801 t, pari al 22,79% (-6,06%);
 la crescita della coscienza dei cittadini verso le problematiche ambientali connesse alla gestione dei rifiuti

L'ANALISI NEL DETTAGLIO

Dal 2000 ad oggi la produzione di rifiuti pro-capite è aumentata di 77 kg. Quindi non si riesce a perseguire l'obiettivo di diminuire la produzione pro-capite di rifiuti. La crescita di produzione di rifiuti urbani è dovuta principalmente ai notevoli flussi di rifiuti assimilabili/assimilati agli urbani (RUA), all'utilizzo di contenitori stradali di medie-grandi dimensioni (3.200 lt.), alla mancata diffusione capillare di sistemi di raccolta porta a porta.
Fatto positivo, sono arrivati a 12 i Comuni che hanno organizzato una rete di utenze del compostaggio domestico, con la distribuzione gratuita del “composter”.

LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI PER COMPRENSORIO

L'andamento nei diversi comprensori mostra una diminuzione della produzione dei rifiuti sui territori del CO.R.S.U., che registra una produzione di 49.471 t (-1.194 t nel 2005), del Consorzio Piomba-Fino, con 30.261 t (-325 t nel 2005), e del CIRSU con 45.937 t (-2.408 t nel 2005), a cui si contrappone un aumento della produzione sul territorio del comprensorio dell'Unione dei Comuni -“Città Territorio” della Val Vibrata che sfiora le 50.000 t con un incremento pari a 2.232 t.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata si evidenzia una notevole differenza delle percentuali tra le diverse aree, dato influenzato soprattutto dalle caratteristiche territoriali ed economiche degli stessi. L'Unione di Comuni conferma la prestazione migliore con il 36,77% di RD; segue il Consorzio Piomba – Fino che raggiunge il 21, 26%, grazie soprattutto ai riflessi degli ottimi risultati raggiunti dal Comune di Pineto. Il CIRSU SpA con il 18,06% (28,74% nel 2005) registra una diminuzione significativa; si tratta del consorzio che ha risentito maggiormente della crisi del sistema impiantistico. Infine il comprensorio CO.R.S.U., rileva una percentuale pressoché costante con il 13,98% di RD.

I COMUNI DELLA PROVINCIA IN DETTAGLIO

La raccolta differenziate nei diversi Comuni della provincia risulta essere ampliamente diversificata. Tra i Comuni più virtuosi troviamo S. Egidio alla Vibrata (68,34%), Colonnella (57,90%), S. Omero (53,69%), Castel Castagna (42,05%) Martinsicuro (40,07%) e Torano Nuovo (66,99%), che hanno superato brillantemente la soglia del 40%. Ma non sono da sottovalutare gli ottimi risultati ottenuti dai Comuni di Nereto, Tortoreto, Pineto che hanno superato il 35%.

Un risultato importante è stato raggiunto dal Comune di Torano Nuovo che ha visto lievitare la percentuale di raccolta differenziata passando dal 17,48% (2005) al 66,99% (2006) ma anche dal Comune di Pineto che è passato dal 15,30% (2005) al 35,14% (2006), in seguito ad una radicale riorganizzazione del servizio di gestione dei rifiuti con l'adozione del modello “porta a porta”.
I Comuni del Comprensorio CIRSU S.p.A., a causa del fermo, per i problemi precedentemente analizzati, hanno messo in evidenza dei valori decisamente inferiori rispetto a quelli raggiunti nell'anno precedente, passando da percentuali che superavano il 35% nel 2005 a percentuali inferiori al 25% nel 2006.

Il riepilogo della composizione complessiva delle diverse frazioni provenienti dalla raccolta differenziata nel 2006 evidenzia che le quantità maggiori riguardano la frazione organica (34%), seguite da carta e cartone (19%), mentre tutte le altre frazioni pesano per un 47%.
Nel confronto con l'anno precedente migliora soprattutto la raccolta della carta, mentre le raccolte delle altre frazioni (organico, vetro, plastica, legno, metalli ed alluminio, oli e grassi vegetali, tessili, ingombranti e beni durevoli) evidenziano un decremento.
In termini di copertura della popolazione con il servizio, la raccolta della carta ha raggiunto quasi il 100%, con 46 Comuni su 47 che hanno attivato il servizio.
Le raccolte selettive ammontano a 0,06% sulla produzione totale di raccolta differenziata ed interessano rifiuti urbani pericolosi (ex RUP), prevalentemente: pile, farmaci scaduti e batterie.

15/06/2007 10.18