Lettere a Bagnasco, il 18 giugno l'incidente probatorio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA.Una perizia calligrafica dovrà stabilire se è stata la Lioce a scrivere di suo pugno le minacce a monsignor Bagnasco. Il presidente della Cei, intanto, si dice assolutamente tranquillo. L'ex giudice Imposimato "assolve" la Lioce: «le Br agiscono e poi rivendicano sempre». LA PROCURA SOSPETTA DELLA BRIGATISTA 
E' stata Nadia Desdemona Lioce la mandante delle lettere minatorie ricevute dal Monsignor Bagnasco?
A fare chiarezza arriva l'incidente probatorio che è stato fissato il prossimo 18 giugno al carcere dell'Aquila.
Si tratterà di una perizia calligrafica che dovrà accertare se le minacce recapitate al presidente della Cei siano state scritte dalla Lioce che ha respinto ogni accusa.
Sono stati gli avvocati della brigatista rinchiusa nel carcere aquilano in regime di 41 bis a chiedere l'incidente probatorio convinti che la loro assistita non abbia nulla a che fare con quella lettera.
Il fogliettino rinvenuto lo scorso 11 aprile nella cella della Lioce e su cui, secondo l'accusa, erano annotate parole in codice che farebbero sospettare l'intenzione di scrivere a Bagnasco, era stato ritrovato dagli agenti del gruppo operativo mobile dei reparti speciali della polizia penitenziaria.
Una seconda operazione eseguita dagli agenti della Digos, invece, non avrebbe portato alla luce niente di nuovo.
Bagnasco intervistato stamattina da alcuni giornalisti a margine della visita dell'arcivescovo di Cipro alla Cei ha detto che le minacce da lui ricevute sono «i segni di una presenza ancora vivace dell'estremismo: una realtà che appartiene a questi giorni nel nostro Paese che credo che vada seguita con attenzione».
«Siamo sereni e ci affidiamo agli inquirenti nella speranza che facciano chiarezza su tutto. Non sta a noi emettere giudizi», ha commentato invece monsignor Betori.
Ma sulla questione si è espresso anche l'ex magistrato Fernando Imposimato, che fu giudice istruttore per il caso Moro e l'attentato a Papa Giovanni Paolo II, ed oggi docente universitario: «le Br hanno sempre rivendicato le loro azioni. Escludo che c'entrino con l'arcivescovo Bagnasco. Non ho mai visto», ha continuato Imposimato, «azioni non rivendicate nel passato e nel presente». Di parere opposto il generale della riserva dei carabinieri Nicolò Bozzo, ex braccio destro del generale Dalla Chiesa: «é possibile. La Lioce è come Moretti o Curcio. Anche allora dal carcere avevano contatti con l'esterno attraverso avvocati e nei processi»

13/06/2007 15.06