Salvaguardia del patrimonio culturale: il degrado è più forte

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

811

ABRUZZO. La salvaguardia del patrimonio culturale e il ruolo delle Istituzioni locali e nazionali nella sua tutela sono stati al centro del XI convegno internazionale “Patrimonio culturale. Rivitalizzare per salvaguardare. Come?” che si è svolto ieri, nella sua prima giornata, all’Aquila nella Cattedra Bernardiniana.
Si tratta di una “maratona culturale” che toccherà tutte le province abruzzesi, per concludersi sabato 16 giugno a Pescara, promossa dalla Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (Sipbc), che quest'anno ha scelto l'Abruzzo come sede per questa edizione del convegno.
Il tema centrale della giornata di ieri (che proseguirà domani sempre alla Cattedra Bernardiniana) è stato “Vivere oggi nelle città di ieri; tutela, fruizione funzionale, sviluppo urbano compatibile” che ha visto impegnati i relatori in una riflessione sullo stato dell'arte ed sull'individuazione dei sistemi più adatti per rivitalizzare il patrimonio culturale per salvaguardarne l'integrità in quanto preziosa testimonianza della nostra identità.
«La prima soluzione è quella della partecipazione collettiva – ha affermato il presidente della Sipbc, gen. Roberto Conforti – il patrimonio artistico e culturale è nostro e come tale dobbiamo esserne orgogliosi e tutelarlo, affinché si trasmetta integro alle prossime generazioni. Sono certo però che la migliore protezione può essere assicurata soltanto con la presenza di visitatori in musei, biblioteche, archivi, siti archeologici».
Il fermento verso l'arte in Italia è un dato di fatto, ma manca la qualità, secondo Conforti.
Il nostro Paese dispone del più vasto e variegato patrimonio culturale, ma ha destinato solo lo 0,29% del Pil per la cultura, attestandosi tra gli ultimi in Europa.
A fronte di questo sono gli enti locali i maggiori sostenitori del settore, accanto all'apporto dei privati. I dati dicono che il turismo migliora in tutti i settori: musei, mostre, teatri, dove è aumentato il pubblico, e la musica.
E all'Aquila, qual è la situazione?
«L'Aquila non è diversa dalle altre città storiche – ha dichiarato Roberto Di Paola, Direttore regionale Beni Culturali e paesaggistici Regione Abruzzo – bisognosa anch'essa di una messa a nuovo. Come direzione regionale stiamo procedendo al restauro delle facciate delle chiese, che sono dei veri capolavori ma spesso poco conosciute persino dagli stessi aquilani. Ma è necessario intervenire a tutto campo, dall'illuminazione alla segnaletica, alla pavimentazione delle strade. Il tutto deve essere fatto nel rispetto della cultura e della tutela patrimoniale. La ricetta nella quale credo è quella dell'identità, le persone che hanno consapevolezza del proprio patrimonio ne hanno maggiore cura. I primi protagonisti della tutela devono essere i cittadini, che devono capire il valore della città».
Anche gli interventi urbanistici (all'Aquila non ancora formalizzati in un nuovo piano regolatore), secondo Di Paola, non possono prescindere dalla tutela culturale e patrimoniale.
Occorre, quindi, creare un circolo virtuoso in grado di rafforzare le rispettive identità e la valorizzazione delle risorse del territorio: un'offerta qualitativamente alta, legata anche all'innovazione tecnologica, fattore determinante per promuovere lo sviluppo.
La risposta alla domanda del titolo del convegno «Patrimonio culturale: rivitalizzare per salvaguardare. Come?» sarà nella risoluzione che verrà adottata al termine delle sei giornate e portata all'attenzione delle istituzioni nazionali ed internazionali.
Mara Iovannone 12/06/2007 11.06