Mediatori culturali a Teramo: uno stage nelle strutture sanitarie

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Da oggi fino al 20 ottobre, 7 mediatori culturali opereranno come tirocinanti nelle strutture sanitarie della provincia di Teramo al servizio degli extracomunitari. È il risultato di un corso di aggiornamento, finanziato dalla Provincia con fondi regionali, che si conclude ora con un periodo di stage.
I mediatori, di concerto con il personale interno, avranno diversi compiti: aiutare gli utenti immigrati ad esprimere correttamente i propri bisogni, affiancare le strutture socio-sanitarie nella presentazione delle terapie e delle procedure sanitarie e sociali compatibili con la cultura di provenienza, favorire i contatti con le comunità di provenienza dei pazienti, impostare tecniche di intermediazione culturale a sostegno del personale interno, predisporre materiale informativo in più lingue.
Lo stage durerà in totale 200 ore (48 ore mensili) e si svolgerà presumibilmente nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì salvo diverse modalità da concordare con il tutor aziendale.
L'esigenza di formare figure professionali in grado di fare da tramite tra medici, infermieri e pazienti stranieri, è emersa con forza in diverse riunioni che la Provincia ha avuto con le associazioni degli immigrati ed anche in occasione dei Consigli territoriali per l'Immigrazione della Prefettura.
Sono tanti, infatti, i problemi concreti da fronteggiare. Si pensi, ad esempio, al disagio delle donne musulmane che devono sottoporsi a visite con medici uomini nei reparti di ostetricia e ginecologia, oppure alle difficoltà che s'incontrano quando un paziente non ammette una specifica terapia.
Il corso di aggiornamento, tenutosi presso l'ANFE di Teramo, ha perseguito proprio lo scopo di formare figure di mediatori culturali in grado di affrontare questi ed altri analoghi problemi all'interno delle strutture sanitarie.
Gli stage, di concerto con la Direzione Generale e l'Ufficio Formazione e Qualità della Asl di Teramo, si realizzeranno presso nelle strutture sanitarie di Teramo (ospedale), Nereto (distretto di base), Giulianova (ospedale) e Roseto (consultorio).
«Ancora una volta – afferma l'assessore alle Politiche Sociali Mauro Sacco – la Provincia di Teramo va incontro ai bisogni di una delle fasce più deboli della popolazione: gli immigrati. Partendo dal presupposto che la diversità culturale è una ricchezza e come tale va considerata, affrontata, assimilata nel nostro modo di costruire e percepire la realtà circostante. Ad iniziare dall'assistenza sanitaria e dalla tutela del bene più prezioso: la salute».

11/06/2007 10.50