Perdonanza: Gentile condannato per peculato e falso

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'ex direttore artistico dell'Istituzione Perdonanza dell'Aquila, Michele Gentile, è stato condannato dal Tribunale a 2 anni e 6 mesi di reclusione per peculato e falso materiale ed ideologico nell'ambito della gestione della manifestazione dal 2002 al 2004. Il Pubblico ministero Mario Pinelli aveva richiesto 3 anni e 4 mesi.
Secondo l'accusa, l'ex direttore artistico avrebbe prodotto false lettere del Ministero per i Beni culturali riguardanti finanziamenti alla "Perdonanza", - la maggiore manifestazione del capoluogo - e predisposto falsi mandati di pagamento.
Gentile è stato invece assolto dall'accusa di aver preparato verbali fasulli di sei riunioni del Cda dell'Istituzione.
Secondo l'accusa, in una delle tre lettere, in particolare, Gentile avrebbe prodotto la comunicazione di un contributo di 500 mila euro in tre anni, per le edizioni dal 2001 al 2003, mentre in realtà il Ministero ne aveva stanziati solo 50 mila annui.
L'accusa di peculato riguardava invece l'appropriazione di 3.600 euro (relativi all'incasso di due assegni circolari da parte di sponsor privati) da parte di Gentile, versati su un conto corrente personale e non su quello dell'Istituzione Perdonanza.
Nel procedimento si era costituito parte civile il Comune dell'Aquila che ha avanzato la richiesta di un risarcimento danni materiali e di immagine per complessivi 500 mila euro, di cui si discuterà in sede civile.
Al centro di una serie di polemiche dopo il mancato pagamento (nel
2002) del "Premio per la Pace" all'arcivescovo di Sarajevo, Vinko Pulijc, Michele Gentile era stato arrestato l'8 gennaio 2005. Al momento dell'arresto l'ex direttore era stato colto da malore e trasferito in ospedale.
Michele Gentile ha già annunciato che farà appello alla condanna ed è anche vero che sui buchi del Bilancio della Perdonanza 2002-2004 è in corso anche una inchiesta della Corte dei Conti.

09/06/2007 11.37