Allarme contraffazione cosmetici: dal 2000 al 2003 +6000%

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1058

ROMA. Nel periodo compreso fra il 2000 e la prima metà del 2003, i prodotti contraffatti di cosmesi e profumeria intercettati dalle dogane Comunitarie sono aumentati, considerati in quantità, di oltre il 6000%. Dal 2004 al 2005 tale percentuale è pari all’89%. La contraffazione di tali prodotti è un’attività in continua espansione che colpisce un settore molto delicato, poiché potrebbe presentare aspetti problematici anche per la salute.

ROMA. Nel periodo compreso fra il 2000 e la prima metà del 2003, i prodotti contraffatti di cosmesi e profumeria intercettati dalle dogane Comunitarie sono aumentati, considerati in quantità, di oltre il 6000%. Dal 2004 al 2005 tale percentuale è pari all'89%. La contraffazione di tali prodotti è un'attività in continua espansione che colpisce un settore molto delicato, poiché potrebbe presentare aspetti problematici anche per la salute.
Molto spesso, infatti, vengono utilizzate sostanze che, oltre ad essere scandenti, potrebbero addirittura essere nocive, soprattutto se parliamo di prodotti utilizzati per l'infanzia.
Sebbene l'attività delle dogane sia implementata notevolmente negli ultimi anni, soprattutto nei controlli delle merci provenienti dai paesi che più sono dediti alla contraffazione (solo la Cina è mittente di circa l'80% di tutti prodotti falsi), è chiaro che non tutti i lotti saranno scannerizzati dalle autorità, ed è altrettanto innegabile che molti di questi prodotti saranno già sugli scaffali dei nostri negozi di fiducia, all'insaputa del gestore e dell'acquirente.
È allora legittimo premunirsi di qualche piccola attenzione prima di utilizzare creme o cosmetici che, magari, qualche mamma vorrà mettere sulla pelle del proprio bambino; poiché se anche l'attività di contraffazione ha raggiunto buoni livelli di imitazione delle confezioni, l'imperfezione è all'ordine del giorno sui prodotti non autentici, soprattutto se si fa attenzione al loro interno.
A lanciare moniti e consigli è l'associazione Codici che invita a leggere con attenzione le etichette sulle quali devono essere specificate nome o ragione sociale e sede legale del produttore o del responsabile dell'immissione sul mercato del prodotto. Essenziale è dunque individuare il nome dell'impresa, se pure compare in maniera abbreviata.
Occorre poi verificare il contenuto.
«Al momento del confezionamento», spiegano da Codici, «esso è pesato e misurato nelle sue unità volumetriche, spesso i prodotti falsi non tengono conto delle giuste proporzioni, quindi potrebbero essere lampanti alcune anomalie. Cotrollare poi la presenza della scadenza o della durata minima del prodotto. Solitamente l'industria della cosmesi usa riservare una speciale sezione per le precauzioni per l'uso, verificatene la presenza è buona norma».
Il luogo di fabbricazione potrebbe inoltre dirci molte cose e se è uno stato membro della Unione europea è obbligatorio il marchio “Ce”.
L'elenco degli ingredienti è solitamente in ordine decrescente. Occorre fare attenzione che le quantità di sostanze contenute nel prodotto siano elencate secondo criteri che indichino per prima quella maggiormente utilizzata e via seguendo le altre.
Infine notare il numero di lotto di fabbricazione o il riferimento che consente l'identificazione della fabbricazione è altro indicatore che consente il riconoscimento del falso, verificatene sempre la presenza.
Esso è un particolare codice che consente di rintracciare la partita di merce da cui proviene il prodotto.
08/06/2007 14.16