«Pochi spazi e promesse non mantenute»: la protesta dell’Istituto Acerbo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Proteste ieri mattina davanti alla Provincia di Pescara. Un centinaio di studenti hanno partecipato al sit in di protesta lanciando slogan e canti proprio davanti l’ingresso. Sono gli studenti dell'istituto tecnico 'Tito Acerbo' di Pescara che protestano perché alcuni spazi dell'Acerbo sono stati destinati, da qualche tempo, agli studenti del Galilei.
«Doveva trattarsi di un prestito temporaneo di aule - spiegano dall'Acerbo - ma la cosa si sta
prolungando, con conseguenti disagio per gli studenti e gli insegnanti dell'Acerbo, specie perche' il numero delle iscrizioni e' in crescita. Al momento mancano sette locali, e l'istituto chiede che la questione venga definita».
L'Acerbo respinge, poi, il progetto di accorpamento degli spazi di questa scuola con l'istituto Di Marzio e chiede di mantenere la propria autonomia.
E' intervenuto anche il presidente della Provincia Giuseppe De Dominicis che ha chiarito come «nessuna decisione definitiva è stata assunta dalla Provincia di Pescara per fare fronte alle esigenze di nuove aule sollevata da parte dell'Istituto tecnico Tito Acerbo per il prossimo anno scolastico. Ogni decisione in proposito sarà presa nelle prossime settimane di concerto con le rappresentanze dell'istituto e delle altre scuole coinvolte».
«La disponibilità della Provincia a concordare un percorso che vada incontro alle esigenze delle diverse comunità scolastiche – ha proseguito De Dominicis - era già stata rappresentata in più occasioni e in più momenti di confronto agli interlocutori del Tito Acerbo. Stamattina ci siamo semplicemente limitati a ribadirlo. Questo tuttavia non vuol dire che l'amministrazione provinciale non si assumerà, con senso di realismo e spirito di servizio, le proprie responsabilità istituzionali. Onde consentire il regolare svolgimento del prossimo anno scolastico, ed in particolare l'avvio delle lezioni per il prossimo mese di settembre».
Parla invece di «sistematico declassamento» Benedetto Gasbarro di Alleanza nazionale.
«Già da fine anni novanta», sostiene Gasbarro, «alcuni locali sono stati “lasciati” a disposizione del Liceo Scientifico. E proprio in quel periodo ricordiamo bene come si attuò una vera e propria campagna pubblicitaria nei confronti di altri Istituti Tecnici a discapito dello storico Tito Acerbo. Ora che l'inversione di tendenza vede numerose iscrizioni per l'anno scolastico 2007/2008 con il conseguente bisogno di nuovi spazi, si mette in atto uno sfratto a tutti gli effetti. E' inammissibile che gli studenti debbano lasciare “Casa Propria”. Ed inoltre tutto ciò fa aumentare i sospetti su un disegno concertato da tempo al fine di ridimensionare a tutti gli effetti questo glorioso Istituto.
Vedere oggi», ha concluso Gasbarro, «centinaia di studenti e professori scendere per le strade per mostrare tutto il loro disappunto dimostra quanto l'identità del Tito Acerbo sia viva. A loro non può che andare tutto il sostegno e la solidarietà di quanti, come me, hanno vissuto proprio nelle aule dell'Acerbo una parte importante della propria vita».

08/06/2007 10.59